Le escursioni aiutano a vivere l’ambiente

ambienteQuesta non è la prima volta che parliamo di escursionismo, cammini, percorsi ma durante questo anno giubilare anticipato c’è stata la possibilità, per diversi territori attraversati da cammini storici, di realizzare pellegrinaggi religiosi, cammini sportivi e tante iniziative legate a lunghi percorsi da fare a piedi con tappe stabilite. In Italia abbiamo la Via Francigena of course, che si intreccia con la Via Clodia, la Via di San Francesco, la Via di San Benedetto, il Sentiero dei Briganti; poi c’è Italia Coast to Coast, che non ha nessuna vocazione spirituale o religiosa ma è percorsa da turisti a piedi di tutto il mondo alla scoperta dell’Italia (tra pochi giorni tappa a Manciano), c’è la nuova e ancora poco conosciuta Vetta (Amiata) – Mare (Argentario) di cui sentiremo parlare per l’orda di turisti entusiasti della nuova segnaletica, la quale finalmente eviterà di trasformare il loro cammino in una prova iniziatica tribale con lotta ravvicinata con marruche, rovi e attaccabraghe. A dirla tutta l’incipit, che avrebbe dovuto trasformare l’anno giubilare nell’anno dei cammini, non è stato sfruttato abbastanza dall’Italia, che non ha investito nessuna risorsa mediatica degna di merito per promuovere nelle fiere locali e internazionali un bel programma integrato, efficace, che avesse la conseguenza di modificare in qualche modo le cifre di transito in Italia sui Cammini e nella Città Santa. Occasione mancata ma restiamo a vedere perché le cose potrebbero ancora cambiare. Ci sono piccoli comuni virtuosi, come quello di Manciano e Sorano, che si stanno impegnando per fare la differenza e cambiare rotta: il percorso è arduo, richiede competenze specifiche e risorse non indifferenti, ma è un buon piano d’attacco e “sostenibile”, cioè ci fa sperare, ci porta lontano con lo sguardo, a un nuovo turismo votato alle bellezze naturali, culturali e antropologiche del territorio, a un turismo a piedi, in bici e a cavallo. Camminare fa bene, al corpo e allo spirito, lo sappiamo bene, e si può constatare un aumento sostanziale delle persone che stanno riprendendo contatto con l’ambiente naturale, con il proprio corpo, con il territorio, attraverso escursioni e trekking a piedi, in solitudine, in gruppo con una guida, in gruppo senza guida, con la famiglia e anche bimbi piccini. Gruppi familiari e di amici, viaggiatori solitari, ricominciano a investire il proprio tempo e denaro in questo tipo di esperienze, creando un circolo virtuoso favorevole per la macchina del turismo locale attraversato dal fenomeno: siamo ancora lontani dal poter affermare che l’economia locale vive soprattutto di turismo sostenibile e responsabile ma è un buon inizio e speriamo che, prima o poi, se non ci lasciamo sopraffare da politiche distruttive di diverso tipo, il territorio, così unico e prezioso, potrebbe cominciare a godere di alcuni frutti. Adottare il turismo come fonte di approvvigionamento economico del territorio, insieme alle eccellenze produttive alimentari, all’artigianato, alle emergenze artistiche e culturali e antropologiche, è una scelta e i risultati si vedono solo dopo un lavoro sistematico e costante; non è l’esplosione dirompente di fatti casuali che si scontrano. Il turismo può essere solo sostenibile per il futuro del territorio. Votare il proprio territorio ad economia di tipo turistico comporta una serie di azioni volte alla salvaguardia dell’ambiente naturale e antropico, delle proprie emergenze naturali, artistiche e architettoniche, creare infrastrutture utili al turista come strade e sentieri accessibili e riconoscibili. Un commento di parte: non si attirano turisti, soprattutto stranieri, se si impiccano e squartano lupi e volpi in piazza. Non si può cercare di “destagionalizzare” il turismo se d’inverno il turista a piedi per i boschi è circondato da squadre di cacciatori all’inseguimento di cinghiali. Ci sono tanti aspetti della tradizione che possono convivere insieme e trasformarsi in un punto di forza ma come si suol dire: non si può volere l’uovo e la gallina ed è anche giunta l’ora di smettere di domandarsi cosa sia nato prima. Quindi, se si vogliono avere dei risultati nel settore turismo, è necessario scegliere prima di tutto questa via ed impegnarsi anima e corpo fino al raggiungimento del traguardo, come in un Cammino!

Carla Pau

(Guida Ambientale Escursionistica)

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