Turismo, valorizzare il patrimonio del Sud

villa altheaIl turismo è un settore economico da valorizzare con politiche opportune perché l’Italia non ha compreso bene la sua potenzialità. Ricordare questa forza economica è sempre importante, non è mai ripetitivo, perché il Paese è fermo da anni; solo in questo periodo assistiamo a piccole azioni che lasciano intravedere possibili obiettivi nella giusta direzione. Ciò di cui ha bisogno la nazione è una maggiore determinazione e una forte accelerazione. «L’Italia deve puntare sul turismo di qualità e per questo gli operatori economici che lavorano nel settore e le Istituzioni devono impegnarsi per un’offerta sempre più adeguata agli alti standard internazionali. Non possiamo crogiolarci solo sulle grandi bellezze che abbiamo ereditato dal passato e che non sono merito nostro». Non usa mezzi termini Lara Parente, responsabile degli eventi di Villa Althea e fondatrice del Premio Althea. La sua affermazione è perfettamente in linea con i traguardi raggiunti da Villa Althea, una delle più importanti location del Sud Italia, ubicata a Bellona in provincia di Caserta a pochi chilometri dalla Reggia Vanvitelliana, rinomata per la cucina di alta qualità e per i giardini che la rendono una struttura unica nel suo genere con i suoi cinque ettari di parco incontaminato nell’alto casertano. Con Lara Parente vogliamo soffermare la nostra analisi sul turismo in Italia e, più in particolare, nel Sud d’Italia, dove il patrimonio artistico e culturale è il protagonista indiscusso.

Come valorizzare le bellezze culturali e architettoniche del Sud d’Italia?

Nel maggio del 2003, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, sostenne che «è nel nostro patrimonio artistico, nella nostra lingua, nella capacità creativa degli italiani che risiede il cuore della nostra identità, di quella nazione che è nata ben prima dello Stato e ne rappresenta la più alta legittimazione. Mi piace partire dalle sue parole per riflettere sull’inestimabile valore del patrimonio architettonico artistico e culturale che rappresenta un bene da tutelare e da preservare per le future generazioni. I modelli di gestione e di valorizzazione di questo enorme patrimonio soffrono nell’intreccio di burocrazia politica, interessi economici che paralizzano da anni l’Italia in generale ma ancor di più regioni come la Campania e la Calabria, penalizzate oltretutto dall’assenza di infrastrutture. L’applicazione di un modello imprenditoriale nella gestione del patrimonio di una nazione non può prescindere dalla responsabilità di tutelare e garantire che la cultura sia fruibile a tutti, tuttavia in assenza di decisioni prevale l’abbandono. Gestire un tale patrimonio richiede risorse economiche ingenti e queste devono necessariamente provenire dal patrimonio stesso che diviene motore per un indotto turistico.

Quale strategia marketing suggerisce per promuovere un nuovo modello di turismo per le località del Meridione?

Un esempio semplice per comprendere la situazione in cui ci troviamo è quello di una nobile famiglia decaduta che vive di ricordi, è indispensabile risvegliarsi e prendere atto che le cose oggi sono diverse e ricominciare a crescere. Basti pensare alle condizioni in cui versa la Reggia di Caserta. Riprendere possesso del territorio lasciandovi le risorse che da lì prevengono, dando responsabilità dirette e tempi rapidi nelle risposte. Le nuove strategie di comunicazione potrebbero abbattere i costi di gestione. Dobbiamo salvaguardare il presente avendo come obiettivo il futuro.

lara parenteI punti di forza del turismo italiano?

Il turismo in Italia continua a crescere (fortunatamente) nonostante i numerosi demeriti delle amministrazioni e di chi gestisce il patrimonio culturale ed il territorio: assenza di infrastrutture, errata gestione dei beni, un esempio tra tutti la chiusura del Colosseo a Roma oppure le irrimediabili vicissitudini degli scavi di Pompei: racconto mediatico di un Italia persa tra spazzatura e mala vita. Nonostante tutto i turisti non mancano nel nostro Paese e questa consapevolezza dovrebbe essere sufficiente a darci il coraggio e l’orgoglio di investire sul nostro Paese; di credere nella risorsa turismo come ci credono i milioni di visitatori che ogni anno affrontano lunghi viaggi e numerosi disservizi per visitare il belpaese.

Quanto influisce una giusta e opportuna accoglienza dei turisti?

Saper accogliere è la base per un turismo che possa produrre un indotto economico, non possiamo tutelare le fabbriche senza renderci conto che in realtà abbiamo un potenziale enorme tenuto fermo: sono opportunità, è economia reale, è PIL. È pur vero che senza certezze sui tempi della burocrazia non si troveranno persone disposte ad investire capitali ed energie, né imprenditori italiani né stranieri, che sono spesso scoraggiati dalle lungaggini e dalle problematiche senza le quali fare impresa con il turismo sarebbe molto più semplice.

Quali caratteristiche differenziano i due modelli di business del turismo italiano tra il Nord e il Sud?

Essere italiani implica amare il Paese tutto, dal punto di vista imprenditoriale non si può negare l’incapacità del Meridione di creare reti di collaborazione e tutela del territorio che potrebbero, come accade in altre parti d’Italia, consentire di fare sviluppo e impresa. Abbiamo le risorse umane, possediamo inestimabili patrimoni eppure non siamo in grado di superare gli interessi dei singoli a favore del bene e dell’interesse comune.

Francesco Fravolini

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