Frantoi Aperti, scoprire l’olio per conoscere arte e storia

Frantoi ApertiIl 29 e il 30 novembre 2014 Vivere Turismo è stato ospite di Frantoi Aperti in Umbria. Il nostro viaggio è iniziato da Attigliano (TR), dove ci aspettava la nostra guida Umbrians Aroti Meloni, una vera Ape Indiana, come si definisce lei, che indiana lo è veramente. Abbiamo iniziato il nostro tour da Attigliano, capofila della V edizione della Maratona dell’Olio, una delle tante feste dell’olio che si svolgono in Umbria nel mese di novembre, e che Frantoi Aperti riunisce in un evento lungo un mese, grazie al quale è possibile scoprire non solo l’olio umbro ma anche la cucina, le tradizioni, i borghi, l’arte, la storia dell’Umbria. Protagonisti della Maratona dell’Olio di Attigliano il Percorso Enogastronomico e il Mercatino dell’Enogastronomia e dell’Artigianato, con prodotti tipici provenienti da varie zone d’Italia, tra cui la Sicilia e il Veneto. Doveva essere un viaggio alla ricerca dell’olio, invece Aroti non solo ci ha fatto scoprire l’olio, ma ci ha anche fatto trascorrere due giorni a giro per la campagna e i borghi umbri, facendoci scoprire arte, storia e tradizioni contadine.

Il recupero delle tradizioni contadine è importante perché ci aiuta a conservare la memoria di ciò che siamo stati, conferendo al cibo il potere di raccontare la nostra storia. Il recupero delle tradizioni fatto con passione dai F.lli Bartolomei, appartenenti a un’antica famiglia di olivicoltori di Montecchio (TR), con il loro Museo dell’Olio è veramente degna di nota. Le tre stanze in cui è possibile ammirare tutti gli attrezzi usati in passato per la coltivazione degli oliveti, la raccolta delle olive e la frangitura ci hanno riportato al passato non troppo lontano, facendoci tornare alla mente i piccoli frantoi di paese degli anni ’60 e ’70.

Il Museo dell’Olio Bartolomei è anche un luogo di esposizione per artisti che raccontano l’Umbria, un riuscito connubio tra modernità, tradizioni e arte. Il recupero delle tradizioni lo abbiamo incontrato anche a Civitella del Lago, un borgo che sovrasta il lago di Corbara, da cui è possibile spaziare con lo sguardo fino al mare e al Monte Amiata. A Civitella del Lago c’è il Museo dell’Ovopinto, dove vengono esposte le migliori tra le uova dipinte che dal 1982 arrivano da tutto il mondo per concorrere alla Mostra Concorso Nazionale “Ovo Pinto”. Questa iniziativa vuole riprendere l’antica e raffinata usanza contadina di dipingere le uova di gallina durante il periodo pasquale, per elevarla ad arte e presentarla al grande pubblico.

Storia, arte ed enogastronomia anche ad Amelia, dove all’Ostello Giustiniani abbiamo degustato l’olio del Frantoio Suatoni messo a crudo sulla fava cottòra dell’amerino, uno dei presidi Slow Food. Amelia è uno dei più antichi centri italici. Stando a Catone la città fu restaurata 964 anni prima della guerra dei romani contro Perseo, re di Macedonia, ossia nel 1134 a.C. Testimonianza di tale vetustà sono le monumentali mura poligonali del IV secolo a.C., che cingono gran parte dell’abitato, unitamente a quelle romane e medievali, per circa 2 chilometri. Nel Museo Civico Archeologico di Amelia è esposto un pezzo di grande pregio, unico al mondo, la statua bronzea di Germanico, i cui frammenti furono ritrovati fuori dalla cinta muraria, poco lontano da Porta Romana, nel 1963.

Altra opera di pregio che è possibile visitare ad Amelia sono le cisterne romane. Dieci ambienti intercomunicanti, risalenti al II secolo d. C., che dovevano garantire l’approvvigionamento idrico per tutta la cittadinanza nei periodi di siccità. Ognuno misura circa diciannove metri di lunghezza, è alto tra i cinque e i sei metri e largo tra i cinque e i sei metri.

La nostra visita a Frantoi Aperti si è conclusa ad Attigliano con la degustazione dei prodotti tipici esposti al Mercatino dell’Enogastronomia e dell’Artigianato. Qui abbiamo assaggiato la polenta brustolata col pastin, piatto tipico del Veneto, offerto dallo stand di Trichiana (BL).

Luisa Rosini

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