A Sutrio è protagonista il folklore con Fasjn la mede

Carnia - SutrioFasjn la mede, ovvero Facciamo i covoni di fieno, è la manifestazione folkloristica di Sutrio, in Carnia. La kermesse, tanto attesa dagli abitanti, si svolge domenica 27 luglio 2014. È un momento particolare per ricordare e per far conoscere alle giovani generazioni, compresi i turisti, uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, ovvero la fienagione in montagna, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno. La montagna è capace di regalare queste espressioni naturali che caratterizzano il suo ambiente. Un tempo era un compito svolto principalmente dal mondo femminile, ora riproposto da gruppi di donne di Sutrio vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini in costume. Si tratta di una giornata all’aria aperta a 1200 metri di altitudine (dove si arriva comodamente in auto), da trascorrere in un clima gioioso e festoso, dove la tradizione del lavoro del fieno si unisce alla creatività delle sculture col fieno. Sono queste le tradizioni che costituiscono il patrimonio culturale e folkloristico dell’Italia. Molti turisti vengono nel Bel Paese proprio per conoscere quelle espressioni genuine della popolazione di un tempo. Questo bagaglio culturale rende particolare l’Italia ed è un bene prezioso da tramandare alle giovani generazioni. Fasjn la mede inizia la mattina alle 9.30 nei prati dello Zoncolan dove si susseguono le fasi della fienagione. Gli uomini falciano l’erba; le donne sparpagliano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto). Subito dopo le donne raccolgono il fieno in altissimi covoni, cioè la mede. All’ora di pranzo, negli stavoli (le tradizionali baite carniche in pietra e legno) si degustano piatti tradizionali della Carnia e ottimi dolci, in un originale percorso gastronomico e naturalistico suddiviso in diverse tappe. Così, passando da stavolo a stavolo, si assaggiano vari tipi di cjarsòns (sorta di grossi ravioli, piatto tipico della Carnia, nella duplice versione dolce e salata, gnocs cu la scuete, (gnocchi con la ricotta), frico con polenta, selvaggina, polente e luagne (salsiccia), i classici orzo e fagioli, toc in braide, gnocchi con le susine, senza contare vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare tè alle erbe carniche. A completare la kermesse sono i massaggi col fieno, le mostre di piante officinali delle zone di montagna e di funghi, l’animazione per bambini e le dimostrazioni di un altro antico mestiere, quello del boscaiolo, con il taglio e il trasporto del legname trainato da cavallo.

Per informazioni: info@carniawelcome.it

Francesco Fravolini

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