Dall’Alto Adige arriva il calice di Sauvignon Blanc

grappolo Sauvignon - alto adigeDurante il periodo estivo aumenta la voglia di sorseggiare un buon bicchiere di vino, specie si stiamo trascorrendo una serena vacanza. C’è l’esigenza di degustare come aperitivo un vino bianco fresco, leggero, decisamente non impegnativo. Tutto ciò apre la danza dedicata all’enologia per passare a qualche vino più importante, più complesso, come un Sauvignon Blanc. La sua riconoscibile personalità e la sua eleganza rendono il vino uno dei bianchi più aristocratici. Le uve da cui proviene il Sauvignon Blanc nascono nei vigneti impiantati su terreni magri che garantiscono finezza e mineralità, nelle aree viticole dal clima non spiccatamente mediterraneo. Sono bene equilibrate le escursioni termiche tra giorno e notte durante tutto il periodo vegetativo. L’Alto Adige, in virtù della sua collocazione geografica, è protagonista sia del sole mediterraneo sia delle correnti alpine, rendendo la regione un grande interprete del Sauvignon Blanc, capace di esprimere, in questa terra, autentici fuoriclasse. La straordinaria capacità conferita all’agricoltura deriva proprio dal terreno poiché è quel valore aggiunto presente in queste località. La differenza può attribuire un’enorme ricchezza del vino per la sua bellezza e per la sua qualità. Il vino di questa regione è sempre contraddistinto da proprietà speciali derivanti dalle proprietà del terreno. È una caratteristica che possiamo riscontrare anche in altre regioni d’Italia, a conferma della fondamentale varietà dei territori del Bel Paese. A seconda della località c’è quella particolarità pronta a contraddistinguere le proprietà del vino oppure un bene della gastronomia. Il valore aggiunto conferito alle prelibatezze dell’enogastronomia italiana proviene dalla ricchezza presente nel terreno. È una straordinaria eccellenza alla base della caratteristica peculiare dell’Italia. Sono 362 gli ettari destinati al Sauvignon in provincia di Bolzano, in particolare lungo la Valle dell’Adige, da Salorno a Merano. Se il bouquet del Sauvignon è tra i più riconoscibili nell’Alto Adige sono netti al naso i fiori del sambuco ma anche salvia, anice, frutto della passione. Una freschezza complessa accompagna i vini più giovani, strutturata, raffinata di grande profondità, netta sapidità quando più maturi. Quello che fa la differenza per i Sauvignon sudtirolesi sono i terreni che accolgono i loro vigneti. SI tratta di appezzamenti di terra di media o alta collina, ricchi in ghiaia originata dal disfacimento di rocce con forte presenza di porfido e quarzo, ricordo tangibile di un lontano passato vulcanico di queste terre.

Francesco Fravolini

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