La curiosa storia dei misteri di Campobasso

molise - misteri di campobassoI misteri di Campobasso sono le rappresentazioni medievali simili a quelle teatrali, originate dalla decadenza del teatro classico greco e romano, compresa la stasi del teatro durante il periodo medievale. Divennero i mass-media del tempo e diedero il lento avvio, in pieno Rinascimento, a una ripresa delle forme teatrali le quali costituirono le basi del teatro moderno. Due le esigenze da soddisfare: la necessità del popolo di dare sfogo alla propria religiosità mista di umanità e il forte desiderio della Chiesa di educare le masse, in maggioranza analfabete, con forme spettacolari capaci di suscitare interesse. C’è da notare come fosse strategica la comunicazione mediante lo spettacolo, assumendo quella valenza educativa dovuta al coinvolgimento di tutte le persone. Queste manifestazioni affiancarono, all’aperto, la funzione didattico-narrativa, prerogativa della scultura e della pittura all’interno delle chiese. Il fenomeno fu comune a molte località europee ma ebbe una diversa denominazione nei differenti luoghi: mystére (spettacolo simbolico) in Francia; auto sacramental (sacra rappresentazione) in Spagna; passionsspiele (mistero della passione) in Germania; myracle-plays (rappresentazioni sacre) in Inghilterra. Nel corso dei secoli (XV-XVII), con l’evolversi dei costumi, con il dilagare della magnificenza esaltata dalle ricche corti rinascimentali, con la rivoluzione ideologica e psicologica del Rinascimento, si arrivò a curare più gli effetti scenici che l’essenza religiosa. Tutto ciò causò l’infiltrazione di elementi pagani nei drammi sacri scivolando qualche volta nel volgare. Qui nasce il divieto per queste rappresentazioni figurative, sancito in alcuni concili svolti in Francia nel XVI secolo, e la sostituzione, in alcune città italiane, dei gruppi viventi con gruppi lignei (misteri del Venerdì Santo a Trapani) nei quali la forza intuitiva e la capacità dell’artista dovevano raggiungere l’efficacia suggestiva ed emozionante, promossa una volta da persone viventi. A Campobasso, sin dal XVI secolo, furono allestite sacre rappresentazioni su palchi in legno collocati nei pressi delle chiese. A partire dal secolo successivo le principali Confraternite laiche della città, per solennizzare la festività del Corpus Domini, presero l’abitudine di rappresentare scene sacre, il cui soggetto variava di anno in anno, su barelle portate a spalla in processione davanti al Santissimo Sacramento. Le Confraternite, intorno alla metà del XVIII secolo, commissionarono allo scultore di Campobasso Paolo Saverio di Zinno la progettazione di “macchine” che assicurassero stabilità alle raffigurazioni, in modo che le scene rappresentate fossero sempre le stesse e i figuranti avessero sempre gli stessi atteggiamenti, affidando la realizzazione agli esperti fabbri ferrai campobassani. Nacquero in questo modo i Misteri di Campobasso. Secondo una tradizione orale non documentata, vennero realizzati ventiquattro Misteri ma sei non ressero al collaudo e non furono più ricostruiti. C’è la certezza della realizzazione di diciotto Misteri di cui sei furono distrutti durante il terremoto del 26 luglio 1805 dal crollo degli edifici in cui erano conservati. I rimanenti dodici continuano a sfilare in processione per le strade di Campobasso nel giorno di Corpus Domini insieme al Mistero del S.S. Cuore di Gesù, realizzato nel 1959 dai fabbri della famiglia Tucci di Campobasso, sulla base di un disegno attribuito a Paolo Saverio di Zinno. I sei Misteri distrutti rappresentavano il Corpo di Cristo (chiamato dal popolo “il Calicione” a causa della presenza di un grosso calice), la S.S. Trinità, S. Maria della Croce, la Madonna del Rosario (in cui il ferro principale della struttura poteva ruotare su se stesso quando il Mistero era fermo), S. Stefano e S. Lorenzo. A partire dal XIX secolo, a seguito della soppressione delle Confraternite, la Processione dei Misteri è stata organizzata dall’Amministrazione Comunale di Campobasso che, dal 1997, è supportata dall’Associazione Misteri e Tradizioni.

Francesco Fravolini

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