Il museo all’aperto del borgo di Mezzano nel Trentino

Mezzano - cataste di legnaQuando l’arte proviene direttamente dal territorio diventa una straordinaria peculiarità. Sotto il cielo del Primiero, dove la scorta di legna per l’inverno diventa arte, nella prossima estate si inaugurano nuove installazioni. Tutto ciò rende maggiormente prezioso il paese, tra i borghi più belli d’Italia, ormai divenuto fiero delle proprie origini rurali. Mezzano di Primiero, magico centro del Trentino-Alto Adige, è tra i borghi più belli d’Italia. Da qualche anno, il suggestivo borgo del Primiero, al cospetto delle Pale di San Martino, il cui destino è da sempre legato al legno e agli altri elementi della natura montana, si sta popolando di meravigliose cataste artistiche, grazie alla fantasia dei privati ma soprattutto alle opere di artisti affermati e selezionati con un concorso nazionale. A piccoli passi, ciocco dopo ciocco, lo scorso anno erano arrivati a diciassette installazioni ma ora “Cataste e Canzei”, rassegna unica e innovativa, è diventata l’anima di Mezzano, forte di un successo crescente e di un gradimento da parte dei visitatori. La kermesse intende andare avanti con novità eccellenti e questa estate farà cadere il lenzuolo su otto nuove opere d’arte open air. È una manifestazione che prende piede sul territorio di Mezzano, caratterizzando l’esposizione artistica con le autenticità di notevole pregio. C’è una costante sorpresa per il turista in visita a Mezzano, poiché ogni angolo del borgo ospita le antiche architetture rurali sapientemente restaurate. Nel sentiero degli stretti vicoli, ai piedi delle antiche facciate, al cospetto dei tipici ballatoi, nelle piccole piazze, nei cortili, sotto le scale, negli anditi e sui poggioli, la tradizionale scorta di ceppi per l’inverno prende forme inattese: restituisce vicende passate, consegna sogni, reinterpreta eventi storici, racconta dei padroni di casa, invita a riflessioni. Oltre agli artisti vincitori del concorso, raccolgono la sfida di dare nuova forma alla tradizione, di reinterpretare il pezzo di legno, anche gli allievi dell’Istituto d’Arte Vittoria di Trento. Vicino agli ultimi arrivati come “In principio” di Roberto Svaizer e “Installazione In-stabile” di Umberto Sancarlo, inaugurati nel 2013, esordiscono otto nuovi canzei (le cataste, nel dialetto locale), capolavori di parsimonia, perizia e accuratezza, sparsi per un borgo divenuto un vero e proprio inno alla ruralità. È una bella rassegna composta di 25 opere artistiche, capace di garantire un buon pretesto per visitare, durante questa estate, un paese-cameo fortemente impegnato verso il ritorno alla natura e alle radici. La convinzione risiede nelle scelte consapevoli e responsabili, senza tralasciare l’appassionata realizzazione di cinque itinerari intitolati “Segni sparsi del rurale” e dedicati all’acqua, agli orti, alle architetture, ai dipinti murali e alle antiche iscrizioni.

Francesco Fravolini

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