MAXXI, Roma interrotta e Piero Sartogo e gli artisti

Roma Interrotta - MAXXIRoma Interrotta e Piero Sartogo e gli artisti sono due mostre riunite in un’unica esposizione con un titolo originale: Tra/between Arte e Architettura. Il percorso espositivo resta aperto al pubblico, negli spazi espositivi del MAXXI di Roma, dal 17 aprile al 21 settembre 2014. La mostra è ospitata nelle sale Carlo Scarpa e Claudia Gian Ferrari, situate al piano terra del museo. L’iniziativa artistica, nata dalla collaborazione tra il MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo, il MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione e Incontri Internazionali d’Arte, presenta due percorsi dove arte e architettura dialogano tra loro, confermando quella volontà di connessione tra diverse discipline, quello scambio innovativo sul significato della creazione contemporanea. Tutto ciò è la naturale caratteristica della programmazione del MAXXI indicata da Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI. L’esposizione vuole contribuire a rafforzare quel confronto culturale nel quale nascono straordinari spunti critici delle diverse tecniche usate, senza tralasciare il contributo intellettuale dei protagonisti. È un autentico beneficio relativo a un maggiore studio delle forme espressive contenute nell’arte e nell’architettura. Tra/between Arte e Architettura, a cura di Achille Bonito Oliva, ripercorre la stagione felice caratterizzata da una nuova attenzione alla cultura architettonica e artistica contemporanea innescata, a partire dagli anni Settanta, dal lavoro dell’Associazione Incontri Internazionale d’Arte di Graziella Lonardi Buontempo. Il titolo dell’esposizione vuole porre l’accento sulla commistione operata in quegli anni tra temi critici e modalità espositive, quando mostre come Roma Interrotta e l’attività di architetti come Piero Sartogo raccontano un’epoca coraggiosa di esplorazione e di scambio tra diversi linguaggi artistici. Sartogo fu capace, in quegli anni, di produrre una vera interpretazione spaziale di temi critici, al punto che Achille Bonito Oliva ama definirlo “un artitetto, artefice di un dialogo tra macrospazio e i microspazi delle opere esposte. Segno di una visione interdisciplinare del progettare e del fare”. Roma Interrotta, ospitata nella sala Carlo Scarpa, è una riedizione della storica mostra presentata nel 1978 ai Mercati di Traiano, ideata da Piero Sartogo e organizzata da Incontri Internazionali d’Arte, caratterizzata da un approccio interdisciplinare alle arti. In quella occasione dodici architetti di fama internazionali furono chiamati a “immaginare Roma” come se non fossero avvenute le metamorfosi urbanistiche dall’Unità d’Italia in avanti. Punto di partenza, la Pianta di Roma di Giambattista Nolli, del 1748, ultimo grande disegno urbano della città. Il risultato fu un corpus di 118 disegni originali di Costantino Dardi, Romaldo Giurgola, Michael Graves, Antoine Grumbach, Leon Krier, Robert Krier, Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, Colin Rowe, Piero Sartogo, James Stirling e Robert Venturi. Sono questi protagonisti a dare vita a una “Nuova Roma”: fantastica, irreale e suggestiva. Questa mostra divenuta negli anni un’icona, dopo essere stata presentata in prestigiosi musei e centri di ricerca nazionali e internazionali come il Congresso Internazionale dell’UIA di Città del Messico, il Centre Georges Pompidou di Parigi, l’Architectural Association di Londra e la Columbia University di New York, la Biennale di San Paolo e la Biennale di Venezia, arriva al MAXXI con un riallestimento arricchito che espone le 122 tavole degli elaborati dei progetti esposti nel 1978. Le 122 tavole sono state donate da Gabriella Buontempo e da Piero Sartogo al museo e sono divenute parte della collezione del MAXXI Architettura, completando la già ricca donazione (oltre 100.000 tra lettere, disegni, progetti, appunti, cataloghi) fatta dall’archivio degli Incontri Internazionali d’Arte al MAXXI nel 2012. Piero Sartogo e gli artisti, ospitata nella Sala Gian Ferrari, Il dialogo tra Arte e Architettura è stato al centro dell’attività di Sartogo con il “coordinamento dell’immagine” di grandi mostre di arte contemporanea come Amore Mio, Vitalità del Negativo (1970), Contemporanea (1973 – 1974), la personale all’INARCH (1977) – fino al Padiglione Italiano della Biennale di Venezia (1978). Il dialogo si manifesta anche nei progetti d’architettura con alcuni dei più significativi artisti degli anni Settanta come Daniel Buren, Gianni Colombo, Joseph Kosuth, Fabio Mauri e Giulio Paolini. È nel significativo segno del rapporto e del confronto creativo tra le arti di cui l’Associazione Incontri Internazionali d’Arte fu promotrice, che per Piero Sartogo e gli artisti al MAXXI sono stati scelti i progetti di architettura di Sartogo in dialogo con l’Arte, gli interventi degli artisti, documenti, disegni, modelli in cui rivive il dialogo tra gli autori.

Francesco Fravolini

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