Lucca, l’affascinante storia dell’acquedotto Nottolini

acquedotto nottolini - luccaL’Acquedotto Nottolini si può incontrare percorrendo l’itinerario dell’acqua, uno dei tre percorsi in cui è composto il Parco Fluviale del Serchio, nei pressi di Lucca, nella Toscana. Il parco è caratterizzato da una serie di itinerari naturali che attraverso il Giroparco si articolano nel percorso naturalistico, nel percorso d’acqua e nel percorso storico. Il Comune di Lucca, con la creazione del parco fluviale, ha voluto offrire ai cittadini e ai visitatori un ambiente ricco di spazi verdi e di strutture, dove poter svolgere interessanti attività. Lungo il parco fluviale si possono fare passeggiate, escursioni in bicicletta e a cavallo, risalire il fiume in canoa, praticare kayak o più semplicemente ammirare i bellissimi paesaggi. Si incontrano diverse strutture per lo svolgimento di attività sportive come il calcetto, il tiro con l’arco, il bocciodromo e molto altro. Se siete incuriositi dall’antica struttura dell’acquedotto dovete seguire il percorso d’acqua che si snoda da Riprafatta fino alle fonti del Nottolini e dei Monti Pisani, lungo il canale Ozzeri, attraverso campi agricoli e insediamenti abitativi sparsi. La storia racconta che un tempo, a Lucca, c’era un acquedotto sotterraneo che, partendo dalla zona di Moriano, alimentava alcune fontane all’interno delle mura lucchesi. Col passare del tempo, tali fonti andarono perdute e da qui nacque la necessità di rifornire Luccadi di una nuova fonte, in modo da non avere problemi igienici e di rifornimento di acqua potabile corrente. Nel 1822 Maria Luisa Di Borbone, duchessa di Lucca, deliberò la costruzione dell’acquedotto, investendo di tale compito il regio architetto Lorenzo Nottolini. Secondo il suo progetto, l’acqua prelevata da circa diciotto fonti purissime veniva convogliata nel Tempietto di Guamo, edificio a pianta circolare in stile neoclassico dorico. Le condotte si sviluppano per 3,2 chilometri su una struttura alta 12 metri, sostenuta da 40 archi. Durante l’epoca fascista, negli anni tra il 1928 e il 1932, fu realizzata l’autostrada A11 nel tratto che collega Firenze a Pisa. Si rese necessario che il percorso dell’autostrada passasse attraverso l’acquedotto, per cui venne rimossa una delle arcate e fu ristabilito il passaggio delle acque canalizzate, realizzando un arco completamente nuovo e difforme rispetto agli altri. Oggi l’acquedotto è ancora architettonicamente integro (salvo nel tratto attraversato dall’autostrada A11) ma non è più utilizzato come mezzo di approvvigionamento idrico. La sua attuale salvaguardia è a scopo monumentale. Se si percorre il parco fluviale del Serchio si gode di bellissimi paesaggi, di una natura rigogliosa e si possono incontrare antiche strutture come l’acquedotto Nottolini.

Barbara Noferi

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