La storia della coltivazione della vite nella Valtellina

coltivazione della viteLa coltivazione della vite rafforza l’importanza del vino garantendo produzioni di eccellenza in tutta Italia. Sono diverse le regioni dove la produzione della bevanda di Bacco rappresenta una grande ricchezza economica del Bel Paese. La pratica della viticoltura nella Valtellina è ben supportata da numerosi documenti, a conferma della straordinaria importanza storica. È bene ricordare che la coltivazione della vite era considerata la principale fonte di sostentamento delle popolazioni del territorio, poiché il vino rappresentava una merce di scambio con altri generi di prima necessità. Il baratto costituisce la prima espressione economica di scambio in sostituzione della moneta. Le conosciute teorie dell’economia sono ricche di esempi, a dimostrazione della fondamentale funzione del baratto nella storia. Il vino è un’ottima merce per venire in possesso di altri oggetti, magari più utili. I vigneti terrazzati sono una realtà ben consolidata attraverso il lavoro di secoli. Il buon ricavato dell’agricoltura del territorio e la sistemazione a terrazzamento è riconducibile in epoca pre-romana a popolazioni liguri. La produzione, di ottima qualità, aumenta gradatamente in epoca medioevale. Nei secoli successivi assistiamo a un forte sviluppo, in grado di assicurare una continua espansione alla zona vitata. Il grande impulso della coltivazione della vite risale all’inizio del Cinquecento quando i Grigioni prendono il possesso della Valtellina. È di quel periodo la fama dei vini della Valtellina al punto di iniziare il viaggio verso il Nord, in grado di assicurare una buona esportazione della bevanda di Bacco, sicuro riconoscimento sui mercati esteri. È una decisa affermazione commerciale della regione italiana. Ma l’Ottocento caratterizza un abbassamento dei parametri qualitativi delle produzioni enologiche poiché arrivano le grandi malattie crittogamiche. La coltivazione della vite in Valtellina subisce diverse vicissitudini. Dopo la notevole contrazione della superficie vitata che caratterizza la seconda metà del XX secolo, sono evidenti i segnali di ripresa, con un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni senza tralasciare il recupero della qualità dei vini valtellinesi. Lo standard qualitativo di eccellenza raggiunto è confermato dai numerosi premi e dai riconoscimenti internazionali assegnati alle case produttrici principali. È una buona attestazione di stima in grado di assicurare un’ottima espansione alla coltivazione della vite in Valtellina.

Francesco Fravolini

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