Turismo, cambiare le scelte della politica economica

politica economica del turismoIl turismo italiano non intende puntare sul patrimonio storico e artistico del Bel Paese. Questa inspiegabile distrazione della politica provoca seri danni all’economia della nazione. Il nostro patrimonio storico e artistico presenta l’Italia all’estero, generando quel maggiore interesse nel turista straniero verso i luoghi storici d’Italia. La naturale conseguenza sarebbe un aumento del flusso turistico in grado di stimolare l’economia. Non è così difficile da comprendere ma la politica continua nel suo disinteresse. Con l’effetto della globalizzazione c’è un maggiore flusso turistico da intercettare con intelligenza. Il popolo dei vacanzieri è ormai composto di cinesi, russi, brasiliani e indiani, pronti a visitare l’Italia aumentando i consumi domestici. La rivoluzione sociale influenza l’economia con scelte differenti da quelle del passato. Cambia il comparto economico del turismo ma è necessario seguire i nuovi scenari per comprendere le esigenze del mercato. Sono turisti interessati ad ammirare l’arte, la cultura, la storia, le testimonianze presenti nel Bel Paese. Il grande handicap dell’offerta turistica italiana risiede nella sua eterogeneità, perdendo molta competitività nei rivoli regionali e nei conflitti meramente locali. Tutto ciò perché è assente una nuova politica economica, capace di vendere il prodotto Italia. La parcellizzazione di un’offerta economica è sempre un fattore negativo. Non riusciamo a comunicare bene le promozioni turistiche, compresi i beni italiani come pinacoteche e musei. C’è il rischio di buttare l’ennesima opportunità di guadagnare denaro dal nostro patrimonio culturale. Sul mercato mondiale del turismo si affacciano con decisione i nuovi benestanti: le classi medie del Brasile, della Russia, dell’India e della Cina. Sono Paesi che registrano, fra mille difficoltà, un benessere sempre in crescita. Gli altri Stati europei dialogano da diverso tempo con questo nuovo popolo dei vacanzieri, mediante una buona azione di comunicazione. L’Italia è ancora una volta assente, senza mostrare alcun interesse. È possibile che la politica non sia all’altezza di comprendere la grande potenzialità del patrimonio artistico del Paese? Purtroppo sì. Sarebbe opportuno studiare altre strategie economiche. La bellezza dell’Italia, la moda, il cibo, i servizi non sono sufficienti. Quando i nuovi ricchi decidono di andare in vacanza in Europa non pensano subito all’Italia. Non entriamo nelle prime quattro destinazioni europee dei turisti indiani ma restiamo al terzo posto di quelle russe (dopo Germania e Spagna) e alla quarta posizione delle brasiliane (dopo Francia, Spagna e Portogallo) e cinesi (dopo Germania, Francia e Austria). L’Italia è in ritardo nelle infrastrutture, mentre scarseggiano gli investimenti sulla promozione turistica. Non resta molto tempo dal famoso Expo 2015 eppure è tutto fermo. È suonata da troppo tempo la sveglia per l’Italia, serve un drastico cambio delle scelte di politica economica, se vogliamo continuare a svolgere il ruolo di leader nel turismo e nella cultura.

Francesco Fravolini

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