Paesaggi industriali e architettura al MAXXI di Roma

mostra al MAXXI di RomaFilm, fotografie, installazione, progetti. La mostra Utopia for sale? è una riflessione sulla globalizzazione, sulle utopie del passato e su quelle contemporanee. Le immagini consentono un’analisi sul ruolo del turismo come architettura dell’accoglienza. Al MAXXI di Roma è possibile ammirare l’esposizione fino al 4 maggio 2014. Utopia for sale? (Utopia in vendita?), esposta nella Galleria 5 al terzo piano, è un omaggio all’artista Allan Sekula, scomparso alcuni mesi fa. Nella mostra, oltre ai lavori di Sekula, sono ben visibili opere video e installazioni di Noël Burch, Cao Fei, Adelita Husni-Bey, Li Liao, Amie Siegel. Non possono mancare le fotografie di siti e di paesaggi industriali dalle collezioni del MAXXI Arte e del MAXXI Architettura, da cui provengono anche i disegni e le immagini delle Cartiere Burgo di Mantova, progettate da Pier Luigi Nervi. È una mostra per sensibilizzare le persone sui paesaggi ambientali e sull’architettura. C’è da riflettere sulle scelte operate nel passato per comprendere la situazione attuale. L’architettura e il paesaggio ambientale sono il fattore di crescita di una nazione poiché sono un reale contributo al paesaggio ambientale. Il ruolo dell’architettura non è da sottovalutare nelle scelte della società. Una riflessione su queste tematiche è necessaria per migliorare le scelte nel futuro. I lavori esposti riflettono sui temi della globalizzazione e sulla circolazione delle idee, dei prodotti e delle persone, in un’epoca in cui l’utopia del potere monetario sta sostituendo l’utopia del bene sociale. La mostra ruota intorno a due lavori di Allan Sekula, fotografo, filmaker, artista che, con realismo critico, ha esplorato la contemporaneità. La serie fotografica Fish Story (1989-95) indaga il ruolo chiave dell’Oceano come spazio della globalizzazione, riflessione approfondita anche dal film documentario The Forgotten Space (2010), co-diretto con Noël Burch. Al centro c’è un misterioso container e i suoi lavoratori, il lato oscuro del capitalismo, in un mare dove si trasporta il 90% dei beni di consumo mondiali. Lo stabilimento Osram China Lighting di Guangzhou con i suoi operai, il loro quotidiano e i loro sogni, è al centro del video Whose Utopia? (2006), di Cao Fei artista cinese che indaga i rapidi cambiamenti culturali, sociali ed economici che stanno rivoluzionando il suo Paese. La vita dei tree-sitters, gli ambientalisti che per arrestare il processo di deforestazione hanno abitato con villaggi sospesi i boschi di Tintore e di Stanton Moore in Gran Bretagna nel 2008, è raccontata nel video Story of the Heavens and our Planet (2006) di Adelita Husni-Bey, artista che esplora temi come le microutopie, le strategie di resistenza, i sistemi antigovernativi. Questa opera, grazie alla donazione dell’Associazione Giovani Collezionisti, entra a far parte della collezione permanente del MAXXI. L’artista sarà protagonista, il prossimo 3, 4 e 5 aprile 2014, di un workshop a cura del Dipartimento educazione del MAXXI, intitolato Agency-Giochi di Potere realizzato con il sostegno di nctm e l’arte. Un gruppo di studenti del liceo classico Luciano Manara di Roma si documenteranno e simuleranno le varie relazioni di potere che caratterizzano la società capitalistica in questo momento storico. Sono diversi gli spunti di critica rivolti alla società capitalistica per diminuire quel rischio ambientale, dovuto alla corsa sfrenata del consumismo. L’individuo e la sua posizione nel sistema sociale è al centro della ricerca di Li Liao, artista che vive e lavora a Shenzhen, Cina. Entrambi i lavori esposti al MAXXI, come è tipico della sua produzione artistica, sono il risultato di performance. In Spring Breeze (2011) per un giorno intero l’artista si è fatto incatenare a un palazzo di uffici. Consumption (2011) si compone di diversi oggetti frutto della performance dell’artista che, per 45 giorni, ha lavorato alla catena di montaggio di una fabbrica di mini iPad. Il film Provenance (2013) di Amie Siegel evidenzia come la globalizzazione attuale abbia snaturato le utopie del passato. Come gli arredi disegnati da Le Corbusier negli anni Cinquanta per gli edifici della nuova città di Chadigarh. Nati come possibilità di cambiamento sociale, oggi sono entrati del pantheon del design. Il sistema dell’arte contemporanea come parte integrante del sistema consumistico post capitalista è il tema di Lot 248 (2013). Una sezione della mostra è dedicata alle fotografie delle collezioni del MAXXI, tra cui gli alti forni di Hannover di Bernd & Hilla Becher; Genova con il suo porto, i cantieri navali e le industrie ritratti da Gianni Berengo Gardin, l’ex Italsider e Bagnoli nelle foto napoletane di Libero De Cunzo. Paesaggi industriali italiani ed europei immortalati con occhio attento e sensibile dagli artisti, che testimoniano la magnificenza e l’utopia dell’industrializzazione e l’altra sua faccia, quella del fallimento e dell’abbandono.

Francesco Fravolini

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