La festa dell’amore nelle sale del castello medievale

Castello di SpessaIl 14 febbraio si celebra una delle festività più attese in tutto il mondo, il giorno di s. Valentino, quando le coppie suggellano con parole, carezze e regali, il loro amore. Contrariamente a quanto molti credono, la tradizione è antica e risale alla fine del V secolo, quando papa Gelasio decise di trasformare i vecchi lupercalia in una festa più casta. In effetti le coppie di adepti del dio Lupercus, scelti per mano di un infante e destinate alla promiscua fornicazione per un anno, avevano poco di cristiano, così vennero prontamente trasformate nella più pudica immagine degli innamorati. Nel Medioevo, insieme all’amor cortese, sorse la tradizione degli amanti intenti a scambiarsi innocenti bigliettini e doni d’amore. Dunque, da antico rito pagano per la fertilità, la nostra festa si è oggi trasformata in un rituale di mille tenerezze e attenzioni. Quest’anno il giorno di s. Valentino è venerdì e questo lascia aperte moltissime possibilità su come trascorrere la festa. Come tutti gli anni, infatti, si può decidere di fare una passeggiata con cenetta a lume di candela oppure, e sarebbe la scelta sicuramente più auspicabile, si potrebbe partire per qualche destinazione romantica. Fra tanti luoghi ce ne è uno addirittura fiabesco: il Castello di Spessa, nel cuore del Collio Goriziano, vicino al fiume Isonzo e a Capriva. L’area era già abitata in epoca romana, quando Giulio Cesare elesse questo luogo a baluardo dei confini dello stato romano. Nel 1200 venne costruito il castello di Spessa che servì da residenza per importanti famiglie quali i Dorimbergo e quindi i Rassauer. Fra gli inquilini più celebri sono i componenti Della Torre Valsassina i quali, con la scusa della discendenza da Carlo Magno, soggiornarono qui per ben tre secoli. Il maniero venne completamente ristrutturato nella seconda metà del XIX secolo, dall’architetto triestino Ruggero Berlam. Il luogo non è, però, esclusivamente rinomato per la rilevanza artistica, ma anche per la produzione vitivinicola. In effetti il territorio ha una particolare condizione climatica dovuta sia alla presenza delle Prealpi Giulie, che proteggono la valle dal freddo proveniente dai Balcani, sia al vicino mare Adriatico. Vi è, dunque, un clima temperato che rende favorevole la coltura di una qualità di vite di elevato pregio. Sin dal Medioevo il Castello vantava grandi cantine per la decantazione di un eccellente vino bianco e di un Pinot nero dal carattere esclusivo. Una delle prime menzioni di tale vino prelibato proviene da Casanova, in visita al Castello nella seconda metà del XVIII secolo. Chi sa se non fu proprio questo vino e la sua dolcezza a sedurre le mille amanti del nostro caro Giacomo? Provare per credere.

Francesca Maria Pedullà

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