La Biennale Internazionale d’arte di Roma

Biennale Internazionale d'arte di RomaIl turista giunto a Roma mentre guarda, nel suo tour, le diverse bellezze storiche e artistiche della Città Eterna, può ammirare la X edizione della Biennale Internazionale d’Arte di Roma, presso le Sale del Bramante a S. Maria del Popolo. La Biennale è un’occasione unica per molti artisti provenienti da tutto il mondo, per aumentare quel sano confronto culturale con altri esponenti internazionali, promuovendo le opere nel contesto del mercato romano. La sede prestigiosa delle sale del Bramante sembra offrire lo scenario ideale per l’esposizione. La prossimità a Via Margutta avvicina l’esposizione a una delle più rinomate fucine di arte a Roma, strada di artisti stranieri venuti nella Capitale dello Stato Pontificio prima e del Regno di Italia poi, per confrontarsi con l’antico. C’è, dunque, un simbolico filo conduttore che pone in continuità il passato con il presente. Tale filo è ribadito dalla valenza stessa delle Sale del Bramante e dal loro passato allestimento, opportunamente idoneo a ospitare le mostre di artisti illustri come Picasso, Chagall, Mirò, Goya e Dalì. Come tutti gli anni, il Centro Internazionale Artisti Contemporanei ha organizzato l’iniziativa, proponendone il tema: L’Arte è armonia, forza e spirito creativo dell’uomo. È sull’onda di questo tema che hanno preso il volo i discorsi inaugurali di apertura della Biennale. Tutti coloro che sono saliti sul palco, Giuseppe Chiovaro, Mara Ferroni, Ennio Calabria e Barbara Bouchet, hanno sottolineato l’importanza dell’arte quale elemento di mediazione fra l’uomo e la natura, radice prima delle emozioni e dei sentimenti. L’arte nobilita e muta in assoluto la comprensione spesso relativa della realtà. Per questa ragione si parla di mistero nell’arte, di una sorta di impalpabile e incommensurabile messaggio, che attraverso l’arte giunge in modo quasi subliminale agli occhi e al cuore di chi osserva. Ma perché questo messaggio arrivi è necessario anche sbilanciarsi, scegliere, prendere una direzione sfidando e sfilando le maglie del giudizio. È così che Ennio Calabria ha esortato gli artisti a esprimere il pensiero, senza il quale non c’è dialettica e si cadrebbe in quell’insulsa attitudine alla negazione di giudizio che Dante ha ben definito ignavia. Quelle dell’artista sono parole che fanno pensare, che meravigliano gli astanti che applaudono commossi dalle parole emozionate di Calabria. Una performance teatrale su Cassandra, tema di parte delle opere in mostra, prelude all’apertura della Biennale. Le opere sono eterogenee per stile, tecnica e impronta, con dipinti, assemblaggi, statue e foto. C’è chi ricicla bottiglie di plastica usate e chi ripropone il puntinismo o il futurismo post marinettiano. Tutte le opere sono affascinanti e portano a riflettere sul valore della creazione la cui essenza è, a volte, sottile come lo sguardo innamorato dell’artista verso ciò che ha ideato. Così, passo dopo passo, ritorniamo all’entrata portando dentro la nostra anima questa esperienza unica.

Francesca Maria Pedullà

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