Civita di Bagnoregio, la ‘città che muore’ del Lazio

civita di bagnoregio - viterboCivita di Bagnoregio è un paese ricco di storia, con straordinari e affascinanti vicoli del centro storico in grado di caratterizzare il piccolo borgo medioevale. Nelle strade è possibile scoprire le ricchezze della famosa ‘città che muore’, a causa delle erosioni che non cessano di disgre­garne i naturali sostegni di friabile calcare. Il territorio si estende nell’ambito della provincia di Viterbo. Nella storica località trascorrono giorni di vacanza molti personaggi della cultura e dello spettacolo, come racconta un gestore di un bar, nei pressi del paese. Il borgo medioevale occupa un estremo lembo del Lazio, sul versante orien­tale dei Monti Volsini. Per arrivare a Civita di Bagnoregio è sufficiente percorrere la strada statale Cassia, deviando a Mon­tefiascone sul percorso che conduce a Orvieto. La località è vicina al lago di Bolsena, l’affascinante specchio lacustre a confine con l’Umbria e la Toscana. È un punto strategico del Lazio perché il turista arriva, in pochi chilometri, a uno storico bivio dove guarda la Toscana a sinistra e, a destra, ammira l’Umbria, il cuore verde d’Italia. Se percorriamo l’autostrada, l’uscita è quella di Orvieto per tornare indietro fino a Castelluccio e risalire verso Lubriano. Civita non è molto lontana da Bagnoregio compreso il ponte che, un tempo, aveva facilitato la rapida ascesa al borgo. Era andato in rovina durante la guerra, sostituirlo costituì un impegno troppo problematico. Alla fine, tecnica e tenacia, trovarono una soluzione idonea e la targa com­memorativa esposta respingerà quanto fino ad allora era sembrato irreversibile. Sulla scritta si legge: «Civita città che muore con questo ponte riprenderà la via il 12.9.1965». La forza e la fede di un ex-voto laico. La fatica della salita è ormai molto facilitata e al termine si apre la visione di quelle anti­che case, con le facciate tutte da “leggere”. C’è la possibilità di frugare con attenzione tra vicoli e piazze sospese nel cielo durante la visita. Nelle strade del borgo di Civita di Bagnoregio non abbondano molti negozi ma sono tutti di straordinaria peculiarità, con l’artigianato locale di ottimo livello. I piccoli ristoranti sono affascinanti poiché è possibile riscoprire la buona gastronomia del Lazio, immersi nei luoghi dove la storia conquista le persone. Nelle adiacenze si distende la maestà degli scrimi, lame di argilla disseccata che esaltano e caratterizzano il paesaggio, provocando al tempo stesso i cedimenti in grado di condizionare l’esistenza stessa di Civita, gioiello del­la tradizione italiana, rifles­sa gloria della moderna arte del costruire. Un frizzo naturalistico-architettonico, quello offerto da Civita che finisce per far apparire mi­nore, quasi normale, la bellezza di Bagnoregio, pur con l’ipoteca dei natali dati a san Bonaventura. Perfino i Calanchi di Civita restano in attesa dell’auspicato riconoscimento di Riserva Naturale. La visita resta nel cuore del turista perché il paese ha quel particolare fascino d’altri tempi, in grado di avvolgere il visitatore durante la passeggiata nei vicoli del borgo medioevale.

Francesco Fravolini

Share

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>