Enzo Aita: destinazione e marketing territoriale

Santa Fiora - Destinazione TuristicaEnzo Aita, da oltre 15 anni, si occupa di Revenue, Sales e Marketing Management. Nel 2009 ha dato vita a WHR Seminar, una serie di seminari a cadenza annuale sui temi di maggiore attualità nel Travel Online, per fare formazione attraverso eventi gratuiti. Il primo WHR è stato tenuto a Sorrento. Vivere Turismo, durante il  meeting di Roma di WHR, ha rivolto a Enzo Aita alcune domande sulla destinazione turistica e sul marketing territoriale.

Quest’anno WHR si è trasformato in un evento itinerante. Perché?

«Abbiamo sentito l’esigenza di farci conoscere da un pubblico più vasto e, per ottenere questo risultato, abbiamo pensato di spostarci sul territorio con eventi che fossero contestualizzati rispetto alle esigenze specifiche di ogni territorio. Muovendoci verso il territorio abbiamo voluto essere utili agli operatori, offrendo contenuti che potessero aiutarli a svolgere meglio il loro lavoro, chiedendo a professionisti qualificati di intervenire con contenuti formativi».

Oltre alla condivisione di contenuti, in quale altro modo vorreste aiutare gli operatori?

«Siamo convinti che per lavorare bene sia necessario condividere le informazioni che permettono di elaborare strategie condivise. Per aiutare gli operatori abbiamo elaborato un software denominato Destination, il quale forniamo gratuitamente. Nel software gli operatori possono inserire e condividere i dati sulle previsioni delle vendite, pertanto è possibile avere un’idea su quello che sarà l’andamento futuro».

Destination non è solo il nome del software ma è anche il filo conduttore di WHR 2013. Perché Destination?

«Quando cresce l’afflusso di clienti per un albergo l’effetto è positivo per tutte le altre attività di quella destinazione. La nostra visione è quella di aiutare il nostro mercato turistico, al fine di aumentare le destinazioni».

Cosa deve fare un territorio per diventare una destinazione?

«È necessario che avvenga prima una crescita personale in termini di esperienze. Maggiori competenze porterebbero le persone e, in particolare, gli operatori turistici a trasformarsi da competitor in coopetitors, cioè a cooperare per attivare strategie condivise di promozione del territorio».

Cosa vuol dire fare marketing territoriale e quali sono le persone capaci di metterlo in pratica?

«Per fare promozione territoriale occorre dotarsi di persone qualificate in promozione del turismo ed è necessario dotarli di strumenti tecnologici, come può essere il nostro software Destination. Questi strumenti consentono di analizzare i dati aggregati a supporto della definizione e del monitoraggio delle strategie di destination marketing. Gli attori della promozione territoriale devono essere sia le Istituzioni, sia gli operatori turistici».

Luisa Rosini

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