Roma, mostra per il centenario della nascita di Emilio Greco

emilio greco - mostraCento anni fa nasceva a Catania Emilio Greco, un artista la cui produzione è in piccola parte in mostra a Roma fino al 12 gennaio 2014, presso Palazzo Braschi e nei Musei di S. Salvatore in Lauro. Appena entrati nel cortile interno di Palazzo Braschi, veniamo trascinati al centro e avvolti in un turbinio di sei sculture bronzee. Ci abbandoniamo alle bellezze sinuose di quei corpi che rimandano alle armonie classiche. Quelle donne in bichini, memori delle nuotatrici della Villa di Piazza Armerina, sono ottime padrone di casa e sanno come metterci a nostro agio. Le dolci linee delle siluette serpentinate sono ricche di quella euritmica sensualità rinascimentale, rimandante alle bellezze muliebri delle tele del Parmigianino, con cui condividono l’infinita grazia e delicatezza. L’esposizione esterna è data dall’alternarsi di stasi e movimento. Così, dopo aver indugiato sui fianchi delle statue astanti, lo sguardo si abbassa e viene rapito dai bronzi che rappresentano figure femminili raccolte in loro stesse, come nuove Afroditi accovacciate. Queste ultime rappresentazioni esemplificano la grandissima capacità dell’artista catanese di cogliere lo spirito femminile. L’intimità è perfettamente indagata, nelle implicazioni più recondite, con una notevole capacità di esprimere la psicologia dei personaggi. Le donne sono morbidamente piegate in avanti, in un equilibrio che si rinnova passo dopo passo, insieme all’osservatore che, per meglio godere dei dettagli, si sposta e avanza moltiplicando se stesso e l’opera. Viene subito in mente Degas, quelle sue ballerine in tutù, o la Tinozza, in cui l’artista ha rappresentato una donna nell’atto di detergersi. Ma Degas non è l’unico artista a cui Greco si è ispirato. In quei nudi cogliamo l’eroismo delle bagnanti di Cezanne e nel tratto, il primitivismo postimpressionista di Gauguin. Superiamo la vetrata ed entriamo nello spazio espositivo, accolti da una figura femminile distesa, nuda anch’essa. Una sorta di ermafrodito redivivo che ha definito il suo genere, quello femminile. Lungo i corridoi che fiancheggiano l’entrata si alternano le bellissime rappresentazioni di nudi femminili e atleti tutti realizzati fra il 1960 ed il 1990. In questi disegni e incisioni, come anche in quelli esposti presso Musei di S. Salvatore in Lauro, l’arista siciliano ha tradotto su carta la sua innata abilità a rappresentare con introspezione psicologica i suoi soggetti. Le figure femminili, a volte Veneri venete, a volte bagnanti di Cezanne, svelano i loro sogni a chi si sofferma a rubare le morbide linee delle carni, meravigliosamente suggerite dalla veloce tecnica del tratteggio. Fra i disegni compaiono due atleti: uno è intento al saltare agli ostacoli, mentre l’altro è colto in procinto di toccare il tappeto, dopo il salto in alto. Si tratta di kuoroi in movimento, pieni di quella classicità, evidente anche nella statua del Lottatore che sembra rifarsi in tutto e per tutto al Pugile a riposo di Lisippo. Queste opere rivelano una delle molteplici imprese di Emilio Greco, quella che alla fine del 1960 lo vide intento alla realizzazione della medaglia commemorativa dei Giochi di Roma, per la XVII Olimpiade. La medaglia, esposta insieme alle altre opere della mostra di Palazzo Braschi, mostra sul recto una tedofora in corsa, con i cinque cerchi olimpionici sullo sfondo e, sul verso, aquile che volano al di sopra dello Stadio Olimpico. Da tutte queste opere emerge una artista ricco di cultura e memore del passato, un uomo che ha saputo sapientemente unire la lezione latina e greca con la sintesi pittorica e scultorea, operata dagli artisti della fine dell’Ottocento e del Novecento. In lui convivono figure come Prassitele e Marino, Brancusi e Parmigianino, elevati a un discorso sensualmente armonico e perfettamente equilibrato.

Francesca Maria Pedullà

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2 thoughts on “Roma, mostra per il centenario della nascita di Emilio Greco

  1. Ma se nel titolo c’è scritto “centenario della morte” e nelle prime parole dell’articolo “cento anni fa nasceva”…mettetevi d’accordo o nasceva o moriva 100 anni fa!!!

  2. Caro Ger, la ringrazio molto per la segnalazione. Purtroppo in fase di trascrizione dell’articolo si è verificato un errore di battitura, di cui ci scusiamo con lei e con gli altri lettori.
    Francesca Maria Pedullà

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