C’è una rassegna di quattro sagre a Brisighella

sagra - brisighellaLe sagre delle località italiane sono l’espressione della cultura gastronomica del territorio. La sagra rappresenta, a pieno titolo, il variegato mondo del folklore caratteristico di una regione. Brisighella, in provincia di Ravenna, è uno splendido borgo medioevale nel cuore della verde vallata del Lamone e del Parco Regionale della Vena dei Gessi Romagnola, dominata da tre colli di gesso. Su ognuno di questi promontori sono in bella evidenza l’imponente Rocca Veneziana, la Torre dell’Orologio e il Santuario della Madonna del Monticino. Brisighella non è conosciuta solo per le sue bellezze architettoniche e naturali, perché è più apprezzata dai buongustai d’Italia per le prelibatezze gastronomiche. Sono i piatti tipici della località a caratterizzare lo straordinario assortimento culinario. Durante il mese di novembre sono dedicati eventi specifici che compongono una gustosa rassegna dal titolo “4 sagre x 3 colli”: sagra del porcello il 3 novembre 2013, sagra della pera volpina e del formaggio stagionato il 10, sagra del tartufo il 17 e sagra dell’Ulivo e dell’Olio il 24 novembre. Sono questi eventi a evidenziare una peculiare caratteristica della località. Le bellezze artistiche e culturali sono sempre in primo piano, mentre la gastronomia tipica del luogo resta più impressa nell’immaginario collettivo. Tutto comincia con la sagra del porcello. La festa ripropone l’antico rito che si svolgeva nell’aia di ogni casa colonica, con l’uccisione del maiale e la lavorazione della carne da parte di abili norcini. L’evento particolare consente di assaggiare gustose specialità tra cui i saporiti ciccioli, la profumata coppa di testa, i rosei prosciutti, le salsicce e i salami di Mora Romagnola, pregiata razza suina autoctona, senza tralasciare il dolce al migliaccio. È possibile acquistare e degustare tutti gli altri prodotti tipici dell’Appennino romagnolo. La sagra della pera volpina e del formaggio stagionato è un originale mercato dei frutti autunnali e dei prodotti tipici della collina, nel quale la regina e il re della giornata sono la pera volpina e il formaggio stagionato. Le pere volpine, piccole, tonde e dure, erano un prodotto tipico della valle del Lamone. La sagra ha contribuito, nel corso degli anni, alla riscoperta delle proprietà gastronomiche di questo frutto dimenticato, offrendo la possibilità di riassaporarlo. Le pere volpine sono consumate bollite, cotte in acqua o vino, oppure al forno. Ottimo è l’abbinamento con il formaggio stagionato di Brisighella, un pecorino invecchiato in grotte di gesso con procedimento di antica tradizione locale. La sagra del tartufo esalta uno dei prodotti più ricercati della collina faentina. I tartufai della zona sono abili nel ricercare questo prezioso prodotto del sottosuolo. Durante la sagra sono in vendita i caratteristici tuberi nella varietà del bianco autunnale e del tartufo nero. Nei ristoranti locali è possibile assaggiare ricette raffinate a base di questo prodotto. La 53a edizione della sagra dell’ulivo e dell’olio valorizza il bene economico della regione. La coltivazione dell’ulivo, in terra brisighellese, risale a tempi antichi: in epoca romana l’ulivo e i suoi prodotti erano conosciuti e apprezzati. Nell’ultima domenica del mese di novembre si celebra il prezioso olio extra vergine, il Brisighello e il Brisighella, ai quali è stata assegnata la DOP e il raffinato Nobil Drupa, ricavato da una varietà rara di olive (ghiacciole). Durante la festa l’olio può essere degustato e acquistato allo stand allestito dalla Coop. Agricola Brisighellese. A completare l’evento c’è un mercato dei prodotti tipici locali. È sempre conveniente un buon acquisto della gastronomia tipica della località per tenere bene in mente le peculiarità riscontrare durante la sagra. Così quando siamo a casa possiamo rivivere momenti indimenticabili assaggiando i prodotti tipici del luogo. 

Francesco Fravolini

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