ParmaJazz Frontiere Festival valorizza i nuovi talenti

parma festivalParmaJazz Frontiere Festival è un evento musicale dedicato alla musica jazz, con particolare riguardo ai nuovi talenti. Sono presenti al festival i più famosi interpreti della scena jazz internazionale. Rumori sensibili è il titolo di questa diciottesima edizione poiché il ParmJazz Frontiere Festival sarà immerso completamente nei rumori sensibili che desiderano il nostro ascolto per essere suoni. Ad aprire il festival è Tim Berne, uno dei protagonisti più creativi dell’attuale panorama jazzistico statunitense che, il 30 ottobre 2013 alla Casa della Musica, presenta il suo progetto Snakeoil. Sulla scia statunitense è bene inserito il secondo protagonista del festival, Jim Black, il quale si esibisce il 16 novembre al Teatro Due con il suo trio. Dopo queste nuove produzioni dell’area più creativa della scena americana, attenta alle feconde possibilità espressive, i protagonisti del ParmaJazz Frontiere Festival saranno i giovani talenti. Il 23 novembre, presso la galleria dell’Associazione Remo Gaibazzi, è possibile ascoltare gli Slanting Dots, famoso trio capace di rendere il jazz un punto di partenza sul quale sviluppare sonorità che spaziano dal rock, fino alla musica contemporanea. Sempre ai giovani sono affidati due doppi appuntamenti: il 24 novembre apre la serata il chitarrista Ricardo Costa; a seguire, il Ruvido Insieme, l’ensemble composto dagli studenti ed ex studenti del Conservatorio A. Boito che, in onore del bicentenario verdiano, presentano un progetto dal titolo Graffiti Verdiani. Il secondo doppio appuntamento, il 27 novembre, si apre con Artijoke il duo chitarristico di Michele Bonifati e Vincenzo Moramarco, entrambi studenti del Conservatorio Boito. A seguire c’è Luca Savazzi, rappresentativo pianista della vivace scena jazz parmigiana, con un repertorio di composizioni originali e standard in trio e in quartetto con la cantante Alessia Galeotti. Sabato 30 novembre, presso la galleria dell’Associazione Remo Gaibazzi, è protagonista della giornata il personalissimo Viaggio al Centro del Violino di Emanuele Parrini; il violinista toscano, affermato nel panorama del jazz italiano e membro dell’Italian Instabile Orchestra, è considerato fra i maggiori rappresentanti del suo strumento sulla scena attuale del jazz moderno, capace di attraversare stili e approcci diversi. Il 1° dicembre, come emblema del prolifico rapporto tra il ParmaJazz Frontiere e il panorama jazzistico norvegese, sul palco della Casa della Musica sale il chitarrista Eivind Aarset che interpreta In 2 con il percussionista italiano Michele Rabbia. Entrambi accomunati dalla passione e dalle suggestioni dell’elettronica. Il 6 dicembre è la volta di Franco D’Andrea in trio con Mauro Ottolini e Michele D’Agaro: musicisti italiani dal grande spessore artistico, Franco D’Andrea si è aggiudicato il premio per il miglior disco dell’anno del referendum Top Jazz 2012 con Traditions & Clusters e Mauro Ottolini per la categoria Miglior Musicista italiano dell’anno. È un’occasione straordinaria per dare voce ai grandi talenti di casa nostra ed esempi per i musicisti di domani. Con la classica vocazione a viaggiare verso paesaggi sonori inesplorati, il 7 dicembre, il Factor-Y Trio di Roberto Bonati, con Vincenzo Mingiardi e Roberto Dani, presenta un nuovo progetto musicale. A conclusione della diciottesima edizione del ParmaJazz Frontiere, l’8 dicembre c’è il consueto appuntamento con Una stanza per Caterina, tradizionale concerto di chiusura del festival che vede come protagonista la russa Evelina Petrova con la magia del suo canto e con il virtuosismo della sua fisarmonica. Dall’America all’Italia, passando per i fiordi della Norvegia, ancora una volta il ParmaJazz Frontiere festival crea un programma in cui convivono perfettamente le nuove forme espressive, la ricerca e le nuove frontiere della musica jazz.

Francesco Fravolini

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