Guide turistiche italiane, è scontro sulla normativa europea

norma - guide turisticheC’è una forte preoccupazione nelle guide turistiche italiane sul futuro professionale. Tutto comincia con la recente direttiva comunitaria, recepita da una legge europea, che rivoluziona completamente il lavoro delle guide turistiche. A stravolgere il settore delle guide turistiche è la proposta di un indifferenziato svolgimento su tutto il territorio europeo, equiparando in modo sostanzialmente identico le guide locali italiane a quelle dei Paesi della Comunità. «Non crediamo che possa trattarsi – commenta Francesca Maria Pedullà, guida turistica autorizzata di Roma e provincia – di una superficiale forma di campanilismo se noi, guide turistiche italiane, reagiamo a tale legge in modo allarmato e con seria preoccupazione per i cambiamenti che possono minare seriamente il futuro professionale. Sarà per la nostra multiforme cultura, per le nostre specificità volte a tutelare le particolarità locali, comprese le mani dei nostri artigiani, che rispondiamo alla suddetta legge appellandoci alla molteplicità culturale che, da sempre, caratterizza le nostre regioni. Ci rifiutiamo di trattare la professione turistica come una qualsiasi forma da globalizzare e appiattire, fino a piegare la nostra vocazione a pappagallesco fluire di informazioni senza anima». Le guide del Sindacato guide turistiche di Roma (SGTR) sono sul piede di guerra. Con dati alla mano, dritte per la loro strada, sottolineano tutto l’aspetto negativo della nuova normativa riguardante la liberalizzazione, in ambito europeo, della professione di guida turistica, poiché porterà l’Italia a una drammatica perdita di immagine, senza tralasciare il rischio per l’occupazione della categoria. La guida turistica è come se fosse l’ambasciatore d’Italia poiché illustra al turista tutte le particolarità culturali e artistiche della nazione. La guida turistica aveva avuto, fino a poco tempo fa, la precipua funzione di spiegare non solo le attrazioni turistiche della città di competenza, ma soprattutto le peculiarità locali. Concepita come professione specializzata e finalizzata anche alla conoscenza del contesto culturale, il lavoro della guida turistica era strettamente regolamentato al fine di tutelare non solo il meraviglioso repertorio storico e artistico del Bel Paese, ma quella straordinaria varietà di aspetti intrinsecamente legati al territorio come l’artigianato, la cucina e la intricata topografia e peculiarità di luoghi, la cui memoria è squisitamente locale. «Al fine di preservare – conclude Pedullà – la specificità territoriale, la legge italiana aveva individuato diverse figure professionali come l’accompagnatore turistico e la guida turistica. Se, infatti, l’accompagnatore aveva la funzione di mediare fra territorio e guida, lasciando a quest’ultima l’approfondimento delle caratteristiche locali, la guida turistica aveva il compito di comunicare, con amore e profonda conoscenza, il proprio contesto ai visitatori. La competenza della guida turistica non era frutto di un mero studio svolto sui libri, ma derivava soprattutto dal bagaglio del proprio vissuto e della personale esperienza di vita. Tutto questo era pensato per tutelare il territorio e il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese».  

Francesco Fravolini

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One thought on “Guide turistiche italiane, è scontro sulla normativa europea

  1. In Italia deve essere la figura Guida touristica, in tutte le effetti una professione come tanti professione che esistono in Europa, che qui
    non esisterano mai.ricordo? come informato 53 % gia Unesco
    rimangano 27 % ancora da valorisare. in tottale 80 % dell bene
    culturale mondiale.In Italia la figura di guida turistca.non la dobiamo regalare. a .a .a. NESSUNO.

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