Trinità dei Monti è la storica scalinata di Roma

trinità dei monti - romaTrinità dei Monti custodisce la storia di Roma. È un luogo di particolare fascino dove è possibile ammirare bellezze uniche e paesaggi storici di assoluto rilievo architettonico. La caratteristica principale della scalinata è la sua asimmetria rispetto alla chiesa che sorge alla sua sommità. Il primo a concepire l’idea di una scalinata fu il cardinale Mazzarino, nel 1660, ma per varie ragioni il progetto fu realizzato solo nel 1723 dall’architetto Francesco De Sanctis. Ciò che egli seppe creare fu un organismo autonomo, che raccordava plasticamente la chiesa e la piazza sottostante. La scalinata di Trinità dei Monti rappresenta uno dei più grandiosi esempi dell’ultima arte barocca che, giunta ormai al suo epilogo, abbandona la drammaticità rivoluzionaria del Seicento per diventare spettacolo popolare e serena distensione, espressione architettonica di una nuova e più gioiosa concezione della vita. I primi cambiamenti della cultura sociale di quel tempo cominciano a farsi strada. Ma ciò che può colpire l’occhio attento del visitatore è la varietà di colori e il suo indiscutibile fascino. La scalinata di Trinità dei Monti è splendida in ogni stagione dell’anno. Verso la fine di aprile diventa addirittura regale. È proprio in questo periodo che viene rivestita di piante di azalee che con i loro fiori bianchi, rosa e rossi accendono il luogo con particolari colori, suscitando allegria ai turisti che attraversano piazza di Spagna; tutti rigorosamente con il volto verso la scalinata di Trinità dei Monti. È una sorta di benvenuto alla primavera. Nel Settecento un nuovo interesse per l’archeologia si diffuse in tutta Europa; negli ambienti colti circolavano le prime vedute dei ruderi capitolini e la curiosità che queste immagini suscitavano diede l’avvio alla moda del Gran Tour, il grande viaggio attraverso l’Europa, del quale tutti gli intellettuali europei consideravano Roma come la tappa fondamentale della loro formazione culturale. Piazza di Spagna fu scelta come centro di diffusione delle prime guide turistiche e divenne pertanto l’anticamera della Roma archeologica, il punto in cui gli stranieri si incontravano prima di iniziare la visita alle rovine. Verso la piazza, inoltre, gravitava da sempre tutta la vita artistica di via del Babuino, via Sistina e via Gregoriana. I ricchi, raffinati turisti, avevano modo di acquistare direttamente quadri e vedute; quelle stesse opere che avrebbero formato, in un secondo momento, preziose collezioni private. Si davano convegno i nomi più celebri della cultura europea; erano i protagonisti indiscussi di quel tempo storico, ricco di cultura, che ha vissuto la capitale. C’erano tutti: Rubens, Velasquez, Tennyson, Poussin, Stendhal, Berlioz, Debussy, Wagner. L’imponente facciata della chiesa di Trinità dei Monti domina dall’alto del Pincio e si affaccia su piazza di Spagna. La chiesa fu costruita da San Francesco di Paola, fondatore dell’ordine dei Frati Minimi, in onore della Santissima Trinità, con il denaro donato da Carlo VIII nel 1495. Consacrata da Sisto V nel 1585, fu consegnata nel 1828 alle suore del Sacro Cuore, ordine fondato da madre Sophie Barat per l’educazione delle giovani. Da non perdere la visita alle cappelle; sono tutte decorate seguendo il gusto del XXI secolo, in particolare da Daniele da Volterra, Michele Alberti, Marco Pino, Pellegrino Tibaldi, Michele Grecci, Francesco da Castello, Marco Cardisco, Taddeo e Federico Zuccari, Paolo Cespedes e Cesare Arbasia, Giovan Battista Naldini e Cesare Nebbia. Le lunette del cortile ad arcate che si possono ammirare nel chiostro ripercorrono la vita di San Francesco di Paola. Al di sotto delle volte del monastero si ammira la serie di ritratti dei re di Francia, a partire dal leggendario condottiero franco Pharamond, che fu iniziata nel 1616 da Avanzino Nucci. Andarono a visitare il convento Clemente VIII, Benedetto XIV e Pio VI.

Francesco Fravolini

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