Piombino, Museo del Castello e delle ceramiche Medievali

museo castello - piombinoIl Museo del Castello di Piombino, inaugurato nel 2001, è la conseguenza di un impegnativo lavoro di recupero e restauro che ha visto come protagonisti due personalità del mondo accademico senese come Riccardo Francovich, direttore del progetto di ricerche archeologiche sul castello e Giovanna Bianchi, coordinatrice. Archeologi e architetti lavorarono in modo simmetrico, collaborando affinché l’imponente edificio acquisisse un nuovo e meritato splendore. I lunghi lavori consegnarono, inoltre, nuove e fondamentali informazioni sull’origine della città (a partire dall’XI secolo), nonché sul periodo medievale. Fu una vera e propria scommessa che anche l’Amministrazione comunale affrontò con decisione, sostenendo un costo di circa 7,5 miliardi delle vecchie lire. Tutti ebbero subito chiaro che un impegno simile era veramente necessario se la città voleva finalmente guardare alla diversificazione, allontanandosi dall’unico aspetto che la caratterizzava, quello industriale. Questa incredibile avventura non ha avuto un termine, arrivando, infatti, al 2013 con una grande novità. Un nuovo allestimento, tecnologico, multimediale e ricco di nuovi reperti sempre curato da Giovanna Bianchi dell’Università di Siena, in collaborazione con i progettisti Giuseppe Bartolini e Simonetta Fiamminghi. Un grande progetto che si è potuto realizzare anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno. Il Museo del Castello cambia volto, contenuto e anche il suo nome, divenendo il Museo del Castello e delle ceramiche Medievali dove, attraverso un nastro rosso, si racconterà la storia di Piombino medievale. Il nuovo percorso di visita è così articolato. Piano terra. Un nuovo bookshop, da dove parte il vero e proprio percorso utile a illustrare la storia dell’edificio, caratterizzato da una lunga serie di eventi storici sovrapposti che vanno dal 1100 sino ai nostri giorni. Primo piano. All’interno di particolarissime vetrine/armadio che i visitatori potranno aprire, sono state collocate le ceramiche ritrovate nel sottotetto della Chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali e i bacini che decoravano la torre. Si fa riferimento, inoltre, all’importazione della ceramica e ai numerosi traffici commerciali, lungo tutte le principali tratte marittime del Mediterraneo, con straordinari esempi esposti. Tutto è accompagnato da particolari video e postazioni multimediali. Secondo piano. Il racconto storico della città prosegue arrivando fino al principato di Elisa Bonaparte. Merita una particolare attenzione la grande sala dedicata esclusivamente alle teste zoomorfe della fonte dei Canali, dove pannelli e video offrono varie spiegazioni. Piombino, dunque, ha ulteriormente arricchito la sua storia grazie a questi interessanti studi archeologici e di restauro. Il patrimonio di informazioni è diventato veramente ricco. Da qui l’importanza di proseguire in nuove ricerche negli anni futuri, per ricostruire quei periodi bui che ancora non conosciamo. Nel frattempo godiamoci appieno questo nuovo Museo nella speranza che possa attrarre la curiosità di un numero sempre maggiore di visitatori.

Barbara Noferi 

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