Cake, la cultura del dessert tra tradizione araba e Occidente

cucina - oriente e occidenteLe tradizioni della gastronomia sono un patrimonio culturale da salvaguardare. Non appartengono soltanto alla gastronomia italiana ma comprendono anche altri Paesi. Le tradizioni di una popolazione risiedono nel cibo e nelle storia, a conferma delle differenti culture presenti nelle nazioni. Queste particolarità rappresentano diversi modelli sociali legati alla nazione di origine. Cake è un libro di arte e di cucina perché contiene, in stretto dialogo con le ricette, le opere di diciannove artisti internazionali del calibro di Hassan Al-Meer, Paolo Angelosanto, Yto Barrada, Beatrice Catanzaro, Maimuna Feroze-Nana, Parastou Forouhar, Maïmouna Patrizia Guerresi, Susan Harbage Page, Reiko Hiramatsu, Uttam Kumar Karmaker, Silvia Levenson, Loredana Longo, MAD_Angela Ferrara e Dino Lorusso, Sükran Moral, Ketna Patel, Pushpamala N., Anton Roca, Jack Sal, Larissa Sansour. Sono questi artisti a confrontarsi con il contenuto del volume, caratterizzando il libro. È un autentico viaggio letterato capace di attraversare il sapere, contaminando linguaggi connotati di sapori, colori, profumi diversi. La brillante idea che esalta la cultura mediante la gastronomia, nasce da un piccolo tesoro acquistato in un “charity shop” di Kensington High Street, a Londra, nel maggio 2012. Si tratta di un vecchio quaderno dalla copertina rigida scura, con i fogli a quadretti ingialliti, che misura 17x23x1 centimetri, le cui pagine sono fitte di scrittura a biro che cominciano a destra per procedere verso sinistra. Con l’inchiostro azzurro sono scritte meticolosamente, in arabo e francese (spesso gli ingredienti sono elencati in francese e le spiegazioni in arabo), oltre sessanta ricette di dolci – Mascot au chocolat, Koul Wal Ishkur, Pain d’Espagne, Amandine, Biscuits à l’Anis – molte delle quali sono associate a nomi femminili: Gateau chocolat Rose, Biscuit Ely, Croissant, Biscuit Linda, Sfouf Souad, Tarte Laurice, Kataif Souad, Gateau Tania, Tarte Hélène, Petits-fours Mary Karkalla. Oriente e Occidente, mediati dall’azzurro del Mediterraneo, trovano maggiore forza nelle pagine di questo manoscritto di cui non si conosce la provenienza. L’analisi della scrittura araba lo mette in relazione all’area mediorientale, in particolare al Libano. Tra le ricette arabe c’è quella del Sfouf, dessert tipicamente libanese. L’autrice ha annotato le sue ricette intorno al 1960/70. Questa voce femminile, che da singola diventa corale nel momento in cui traccia una mappatura di ricette trasmesse da altre donne (sorelle, mamme, zie, cugine, amiche o conoscenti), richiama un percorso analogo: quello delle donne di Nablus che, sotto la direzione di Fatima Khaddoumi e delle italiane Cristina Bottigella e Beatrice Catanzaro, hanno dato vita a Bait al Karama Cookery School, la prima scuola internazionale di cucina palestinese e primo Convivio Slow Food in Palestina. Bait al Karama (Casa della Dignità) intende combinare un’impresa sociale improntata sulla cultura culinaria palestinese con l’attività di ricerca artistica e storico-culinaria, al fine di creare posti di lavoro per le donne che vivono nella Città Vecchia di Nablus. A queste donne intraprendenti e creative è diretto il sostegno di Cake, con l’auspicio che questo viaggio attraverso la cucina e l’arte possa contribuire a superare barriere visibili e invisibili.

A cura di Manuela De Leonardis

144 pagine, b/n e colore

€ 20,00 (deluxe € 40,00)

Italiano/Inglese

Postcart/maggio 2013

Francesco Fravolini

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