Marco Testoni: viaggiare camminando spinge a pensare positivo

Marco Testoni - camminoIl singolo Io Credo, Io Penso, Io Spero, uscito alla fine di luglio di quest’anno, è la canzone originale della colonna sonora del film BlackOut. È una pellicola sul tema della violenza sessuale di gruppo realizzata da un progetto di giovani autori e interpreti, fra i 16 e i 17 anni. Le musiche originali, composte da Marco Testoni (edizioni Helikonia), sono interpretate dalla straordinaria voce di Antonella Ruggiero. Il film vede la partecipazione di Neri Marcorè ed è diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato. La scrittura musicale di Marco Testoni, compositore e musicista, dopo aver maturato una lunga esperienza nella musica per l’immagine, coniuga classico e moderno mediante uno stile particolarmente orientato verso un gusto per la ricerca timbrica, senza tralasciare l’utilizzo di inusuali strumenti a percussione quali caisa drum e metallofoni. Marco Testoni vuole analizzare i diversi cambiamenti della società italiana, ponendo l’accento sui valori della persona con una particolare attenzione alle differenti occasioni di vita, capaci di sensibilizzare la popolazione verso una nuova cultura.

Come cambia la visione filosofica dell’amore nel XXI secolo?

«Credo che la nostra sia un’epoca di confine, un tempo dove convivono confusamente diversi modi di intendere l’amore. Più in generale penso che a distinguere questa epoca da altri momenti storici sia lo scarso tempo dedicato agli altri, quindi all’amore. Abbiamo tantissimi mezzi di comunicazione ma spesso pochissimi contenuti da comunicare, e soprattutto un grande pudore nel mostrare sentimenti. Quindi per molti sembra che il conflitto con gli altri o la ricerca di un nemico sia l’espressione più vera e determinante. Nella colonna sonora del film BlackOut c’è una canzone cantata da Antonello Ruggiero che ho scritto con Edoardo De Angelis (Io Credo, Io Penso, Io Spero), dove il testo vuole essere una riflessione al maschile sull’amore nei suoi aspetti sentimentali, senza tralasciare quelli più violenti».

Il viaggio permette di conoscere nuove realtà sociali. Che osservazioni si traggono?

«Se si viaggiasse di più, probabilmente ci si capirebbe meglio tra esseri umani. Anche se molto dipende da come si viaggia: bisogna immergersi nella vita di un luogo, uscire dalle proprie consuetudini e osservare, essere curiosi, aperti, rispettando, senza pregiudizi, il modo di vivere degli altri».

Quali sentimenti caratterizzano i rapporti tra le persone?

«Se parliamo del tempo attuale credo che bisognerebbe ascoltare con più attenzione. Siamo spesso narcotizzati dalla velocità e dalla fretta che spinge a riflettere poco e male, vivendo e galleggiando sulla superficie della vita senza mai approfondire. Da musicista e da percussionista faccio una constatazione: scandiamo più spesso anche i ritmi lenti perché sono tutt’altro che noiosi».

Il tempo trascorre e cambia la società. Quali stravolgimenti è bene evidenziare?

«Penso fermamente che la cultura sia un bene cardine per la salute e la qualità della vita di una società. Negli ultimi anni è stata penalizzata e mortificata da una scellerata gestione del bene pubblico, comprese le sempre minori risorse economiche rivolte a essa. Occorre una velocissima inversione di tendenza. La cultura, la conoscenza e l’istruzione devono ritornare a essere il collante del vivere civile, in particolare per noi italiani».

La passione serve al viaggiatore per ammirare i borghi caratteristici. Conoscere le bellezze dell’Italia migliora i sentimenti?

«Siamo la patria dell’arte e della bellezza. Abbiamo un patrimonio sotto i piedi ma ne siamo poco coscienti. Non avere cognizione di ciò che si possiede ci rende inconsapevoli di ciò che è stata l’arte per la nostra storia. Se passa il concetto, rozzo e triviale, che “la cultura è un lusso che non paga” affossiamo secoli di storia, incluse le nostre passioni e il nostro futuro».

Il senso della vita è nel viaggio, nell’amore, nelle persone?

«Se riflettete bene la nostra stessa vita è un viaggio. Io ho sempre viaggiato e amato viaggiare e, da qualche tempo, mi sono scoperto anche camminatore. Prossimamente farò il Cammino di Santiago. Mi sono preparato camminando a Roma, la mia città, scoprendo angoli che non avevo mai visto, incrociando spezzoni di vita di persone che non avevo mai incontrato. E ho pensato molto, perché viaggiare camminando ti spinge a pensare in modo diverso e decisamente positivo. Tutto questo ha cambiato moltissimo il mio modo di vivere, di amare e di rapportarmi alle persone».

Francesco Fravolini

Share

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>