Crisi della cultura italiana, serve una strategia marketing

copertina - cultura italiaLa cultura, vocazione per eccellenza dell’Italia, accusa una profonda crisi. La Penisola sta rinunciando lentamente alla propria identità artistica e culturale. È proprio questa base strategica, ancorché naturale per la storia e l’arte presente nel Bel Paese, a sviluppare la nascita e la conseguente affermazione di tutta la comunità nazionale. Federculture, attraverso il proprio Rapporto Annuale 2013, evidenzia un’attenta analisi dettagliata sulle dinamiche in atto, denunciando la profonda crisi che, specie nell’ultimo anno, ha raggiunto anche il settore culturale. Dopo oltre un decennio di espansione e di crescita costante nel 2012, cala drasticamente la spesa per la cultura delle famiglie italiane. La crisi economica comincia a dare i primi segnali negativi, registrando una diminuzione della fruizione culturale in tutti i settori, come evidenzia il Rapporto Annuale di Federculture, tra i quali due sono i più significativi: – 8,2% il teatro, – 7,3% il cinema. Il pubblico e i privati sono in difficoltà e diminuiscono gli investimenti nel settore. Tiene il turismo ma perdiamo attrattività: nel Country Brand Index 2013 crolliamo al 15° posto. All’interno di un Paese impoverito, bloccato, che stenta a trovare la via giusta per risollevarsi e tornare a crescere, è indispensabile definire una strategia, un grande progetto culturale, sociale ed economico, che restituisca ai cittadini e alle imprese una qualità della vita migliore e la speranza per il futuro. Il silenzio delle forze politiche sui temi dell’istruzione, della produzione artistica e creativa, della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale non può essere più tollerato. La cultura è un diritto di tutti, mentre è un dovere dello Stato garantirla, perché è un valore che appartiene alla nostra storia, fondamentale anche per il presente. È una grande ricchezza economica ma è anche un fattore essenziale per una società equa, solidale, realmente democratica. Occorre ripartire dalla cultura. Il Rapporto Annuale Federculture 2013 “Una strategia per la Cultura. Una strategia per il Paese”, edito da 24Ore Cultura, attraverso contributi di autorevoli esponenti delle istituzioni, della cultura, dell’economia, compreso un ampio apparato statistico, delinea le opportunità da non perdere per il nostro Paese nel panorama internazionale, senza tralasciare le riforme da avviare in tutti i diversi livelli di governo, nella piena interazione tra pubblico e privato, operatori, imprese e società civile. Sono molte le azioni da mettere in campo poiché il settore della cultura non ha mai avuto, nella storia d’Italia, una governance capace di studiare programmi culturali ad hoc strategici, dal turismo ai musei fino ad arrivare all’artigianato. Nessuno ha mai pensato di unire a un piccolo tour le tradizioni delle località italiane come l’artigianato e l’enogastronomia. È mancata quella sana progettualità marketing capace di porre al centro un certo tipo di caratteristica, coinvolgendo il luogo che la ospita con le strutture alberghiere e con le altre offerte di ricezione turistica. È necessaria, per intervenire nel breve periodo, un’azione strategica prima che il declino si abbatta inesorabile sulle eccellenze italiane, coinvolgendo nella crisi uno dei settori principali per la tenuta sociale ed economica del Paese. Sono da avviare, in modo rapido e deciso, profonde riforme strutturali, a cominciare dall’apparato pubblico, uscendo da criteri di straordinarietà ed emergenza. È fondamentale conferire alla cultura quel ruolo centrale nella società e nell’economia, ristrutturando le testimonianze storiche spesso abbandonate al loro destino, senza tralasciare una forte azione su tutti i musei d’Italia. Tutto ciò è utile per favorire e agevolare l’ingresso a turisti e italiani, magari coinvolgendo, durante il periodo scolastico, anche gli studenti attraverso un percorso programmato e studiato sin dall’inizio dell’anno scolastico. Solo in questo modo è possibile facilitare la fruizione della cultura, assicurando alle nuove generazioni una graduale educazione alla storia, all’arte, all’ambiente dell’Italia. Un tema sul quale sarebbe opportuno investire è l’enoturismo, grande risorsa finanziaria troppo spesso sottovalutata. L’originale proposta è variamente articolata mediante un’offerta turistica di settore con le “strade del vino”, particolari viaggi originali tra vitigni, autentica occasione per apprezzare le bellezze naturali delle località d’Italia. Sono due gli obiettivi del progetto: presentare i percorsi attraversando le zone a vocazione vitivinicola e rendere più responsabile il consumo del vino. L’enoturismo è un brillante momento per rivalutare le località italiane, ammirando castelli, borghi medioevali o ville del Rinascimento. Tra le finalità c’è la forte unione tra cultura ed enologia. La maggior parte delle aziende produttrici della bevanda di Bacco coglie appieno il plus di mercato generato da una forte integrazione. Quest’ultimo esempio serve soltanto a riflettere attentamente per comprendere la potenzialità economica della cultura nelle sue diverse sfaccettature, capace di essere un ottimo ambasciatore dell’Italia.

Francesco Fravolini

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3 thoughts on “Crisi della cultura italiana, serve una strategia marketing

  1. certo concordo con voi la cultura ha bisogno di un intervento strategico,non possiamo dimenticarci però che il nostro paese non dispone di risorse naturalicome petrolio,gas naturale ,carbone etc..l’atomo invece di investire sulla “sicurezza e il riciclo possibile delle scorie”è stato abbandonato (in francia ex Yugoslavia,Russia le cntrali ci sono e corriamo gli stessi rischi senza avere nessun tipo di vantaggio!)è di un mix molto deciso ed importante ciò di cui abbiamo bisogno,devono esistere controlli e sanzioni non che paga sempre pantalone;prima o poi qualcuno ci chiederà il conto( la natura?)

    • La cultura accompagna le scelte di vita riguardanti tutti i settori della società. Se c’è la conoscenza è più semplice prendere quelle giuste misure opportune per il nostro Paese. La cultura è la protagonista indiscussa della scena sociale perché permette una maggiore cognizione circa le decisioni da adottare.

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