L’Oratorio dell’Arciconfraternita del Rosario a Cosenza

oratorio - cosenzaFra le molteplici meraviglie di questa Italia tutta da scoprire e da godere, c’è un luogo di bellezza straordinaria che, ultimamente, ha richiamato l’attenzione di molti esperti. Si tratta dell’Oratorio dell’Arciconfraternita del Rosario a Cosenza, inserito nel ben più ampio ed antico complesso monumentale di San Domenico. Tale risonanza si spiega con la recente decisione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria di restaurare parte dell’Oratorio e, in particolare, le seicentesche strutture lignee e il pavimento decorato con riquadri di marmo bianco, rosa di Tiriolo e verde di Gimigliano. Tutta la struttura merita una particolare attenzione, presentando un superbo repertorio decorativo di gusto Barocco che costituisce un unicum nell’ambito del territorio calabrese. Voluto dai padri Agostiniani alla fine del XVI secolo, l’Oratorio è stato costruito per sopperire alle limitate misure della cappella del chiostro del Convento dei Padri Predicatori. All’esterno l’edificio è caratterizzato da una facciata estremamente lineare al cui centro campeggia il portale ligneo. Quest’ultimo è delimitato da una cornice in pietra lavorata e incastonata fra pilastri, posti a sostegno di un architrave su cui è riportata la data 1709. Purtroppo il campanile originale è andato perso in occasione dei tanti restauri a cui l’Oratorio è stato sottoposto. L’Oratorio presenta al suo interno un ambiente longitudinale il cui apparato decorativo è da riferire prevalentemente al XVII e al XVIII secolo. Nel Seicento Lorenzo Landi, ricco mecenate del luogo, commissionò un soffitto ligneo che andasse a sostituirsi alla più antica volta botte, decorata con dipinti di Raimondo Cogotti. Il nuovo soffitto venne rifinito con intagli e dorature a corona dello stemma centrale del committente, e decorato con dipinti su tela che rappresentano Gesù fra i Dottori della Chiesa, la Natività, La morte della Vergine, La Circoncisione e, quindi, La discesa dello Spirito Santo. Nel XVIII secolo, in tono con lo stile barocco articolato e mescolato alla ben più sofisticata cultura di stampo Borbonico, l’Oratorio dell’Arciconfraternita del Rosario subisce un intervento importante e significativo: la decorazione a stucco delle pareti, la doratura delle profilature e degli elementi, il doppio ordine di sedili laccato in bianco e oro, il pulpito, la conca absidale, la cantoria e il cancello di accesso alla cappella fatto in ferro battuto. Nel XIX secolo Giacomo Frangipane, a testimonianza della sontuosità del luogo, scriverà: «Questo nuovo e bello locale, della lunghezza di metri 23 e della larghezza di metri 10, fu riccamente decorato di dorature ad oro zecchino. In fondo della cappella fu eretto l’altare della Vergine SS., e attorno alle pareti furono dipinti in appositi quadri i quindici misteri del SS. Rosario. Intorno eleganti sedili di legno noce intarsiati a disegno pei fratelli, in tre ordini, ciascuno dei quali di 48 posti, e l’ultimo di essi, cioè quello a piano terreno, pei novizi» (Dalle “Notizie storiche intorno alla Nobile Arciconfraternita del SS. Rosario in Catanzaro“ 1886 Catanzaro).

Francesca Maria Pedullà

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