Il delicato ruolo della guida ambientale

ruolo guida ambientaleDa non pochi anni l’escursionismo, come esperienza di cammino in contesti ambientali extraurbani, all’insegna di un ritorno a ritmi lenti e a un contatto maggiore con l’ambiente in senso lato, è diffuso, praticato e veicolato anche da un turismo più consapevole, sostenibile e responsabile. Il ruolo della guida ambientale, nell’ultimo periodo, è un argomento abbastanza scottante, perché le leggi regionali e nazionali si stanno adeguando fino a consentire, a piccoli passi, alla professione di essere istituzionalizzata al 100%. «Le guide ambientali escursionistiche sono professionisti regolarmente retribuiti che accompagnano in sicurezza, assicurando la necessaria assistenza tecnica, singoli o gruppi in visita a tutto il territorio, illustrandone gli aspetti naturalistici, antropici e culturali, senza limiti altitudinali (come sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale numero 459 del 14 dicembre 2005) ma senza l’uso di mezzi per la progressione alpinistica. Svolgono la loro attività in aree protette e non, spaziando dall’accompagnamento in natura alla divulgazione e alla realizzazione di progetti di educazione ambientale». Fonte Aigae – Associazione italiana Guide Ambientali escursionistiche. Finora la legge di riferimento per la Toscana è stata, a parte la legge nazionale e le normative europee, la legge Toscana – L. R. 23 marzo 2000, n. 42 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” – ma è bene di questi tempi tenersi sempre aggiornati perché nuovi orizzonti si stanno aprendo per il riconoscimento di questa professione. Le guide lavorano nella piena osservanza di tali normative e leggi, possono svolgere il lavoro su tutto il territorio dell’Unione europea e laddove non via sia una normativa deve attenersi alla regolamentazione locale in materia. Chi svolge la professione di guida senza abilitazione professionale a causa di un vuoto legislativo non può svolgere la professione senza abilitazione in altri luoghi dove questa è presente. «L’unica associazione nazionale di categoria per guide ambientali escursionistiche, nonché una delle più importanti associazioni di categoria per professioni turistiche in Italia è l’AIGAE, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche. A livello locale sono presenti tre associazioni di rappresentanza: AGAT, in Toscana, AGENVA in Valle D’Aosta e Südtirol Wanderführer, in capo all’Alpenverein Südtirol, nella Provincia Autonoma di Bolzano – Bozen». Fonte Aigae. Sono molte le associazioni riconosciute e non riconosciute che operano su tutto il territorio nazionale e svolgono questa professione in forma di associazionismo sportivo, proponendo esperienze di cammino ed escursioni, non svolgendo ciò per professione ma per hobby. Le guide ambientali escursionistiche, in sigla GAE, svolgono un servizio professionale remunerato, non svolgono volontariato a tempo perso, oppure per hobby e piacere personale nel tempo libero. Con il termine remunerato – è importante specificare soprattutto in questi tempi – s’intende che la GAE recepisce un compenso per la sua prestazione professionale, costituendo il lavoro di guide l’unica o quasi fonte di guadagno. Le GAE sono figure professionali a tutti gli effetti e, in qualità di questo, sono le meglio accreditate per svolgere un servizio di guida sul territorio. La guida ambientale accompagna il turista con passione alla scoperta del territorio, camminando in mezzo alla natura, tra antichi borghi, pievi, castelli. La guida ambientale collabora con varie realtà – scuole, istituzioni, riserve e parchi – per diffondere una prospettiva sostenibile nei confronti dell’ambiente e trovare soluzioni per la promozione e la valorizzazione del territorio, garantendo sempre un servizio di buona qualità non casuale, ma frutto di studio teorico e sul campo, esperienza diretta e indiretta, contatti vivi e reali con l’ambiente, mantenendosi in continuo aggiornamento tecnico e culturale. La guida deve mantenere buone le sue condizioni fisiche, da cui dipende spesso la salvaguardia del gruppo che accompagna e «premesso che garantire sicurezza non vuol dire intervenire dopo che è successo un incidente, ma fare in modo che l’incidente non avvenga, la guida non deve mai mettere o tenere in situazione di pericolo chi sta accompagnando» – Fonte Aigae. La guida deve portare sempre con sé tutto l’occorrente per fornire il pronto soccorso al fine di limitare i danni in caso di pericolo o disagi a se stesso e agli altri. Questo aspetto è molto importante, poco rilevato, trascurato e sottovalutato, ma chi sceglie di conoscere il territorio insieme a una guida si sente al sicuro, si deve sentire protetto, perché la guida, per legge, non transige da questo aspetto.

Carla Pau

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2 thoughts on “Il delicato ruolo della guida ambientale

  1. La Corte Costituzionale ha sancito anche che spetta solamente allo Stato e non alle Regioni stabilire e definire le professioni in tutti i settori compreso il turismo.

    • Il compito, su invito della stessa Corte Costituzionale, spetta allo Stato ma è quest’ultimo a essere ancora non sufficientemente chiaro nella completa riorganizzazione della materia turistica, comprese le figure professionali che svolgono un decisivo ruolo.

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