Cinque Rioni di Faenza tra storia, tradizioni ed eventi

palio - faenzaFaenza, in provincia di Ravenna, è una città ricca di cultura e di tradizioni tutte derivanti dalla propria secolare storia. Una storia che diviene spettacolo e coinvolgimento per i cittadini, senza tralasciare i visitatori che frequentano la città conosciuta in tutto il mondo per le sue ceramiche artistiche, grazie ai Rioni. Mediante la visita dei Rioni è possibile incamminarsi in un originale percorso cittadino, alla scoperta di alcuni angoli più affascinanti di Faenza. I Rioni promuovono varie attività in particolare a valenza rievocativa, culturale, storica. Su tutte c’è il rinomato Palio del Niballo, in programma sempre la quarta domenica del mese di giugno, mentre quest’anno si svolge il 23 giugno 2013. Il Palio rappresenta il momento conclusivo di una serie di appuntamenti spettacolari, conviviali e gastronomici. Tutte le sere della settimana precedente la gara, i cinque Rioni promuovono serate gastronomiche con menu a tema e tradizionali, con la riproposizione di pietanze rinascimentali. Mentre il venerdì sera antecedente la Bigorda d’Oro (7 giugno) e il sabato sera prima del Palio del Niballo (22 giugno) si svolgono le cene propiziatorie per le vittorie. I cinque Rioni, come da antica ripartizione cittadina, rappresentano le zone dove è diviso il territorio urbano ed extra urbano di Faenza: Rione Bianco – Borgo Durbecco, Rione Giallo – Porta Ponte, Rione Nero – Porta Ravegnana, Rione Rosso – Porta Imolese, Rione Verde – Porta Montanara. I Rioni presero il nome della porta cui era affidata la difesa degli abitanti circostanti in caso di assedio, mentre nel Settecento subentrò nel nome anche il colore originato dal proprio gonfalone. La tradizione culturale di una località riesce a conquistare le persone perché è una ricchezza raramente esaltata. L’Italia vanta diverse tradizioni storiche e culturali provenienti dalle località delle regioni, con particolarità ben contraddistinte. È una differenza che rispecchia la società di quel luogo. Non è una particolarità sempre conosciuta ai turisti e agli italiani perché spesso non è opportunamente valorizzata. La sede del Rione Bianco è adiacente alla Chiesa della Commenda, uno degli edifici storico-artistici più importanti dell’intero patrimonio faentino. La data di fondazione risale ai secoli XI-XII mentre il campanile, restaurato dopo la guerra, è del Cinquecento. Il museo rionale conserva molte testimonianze storiche del Palio come la Sala dei Costumi e, nella biblioteca l’archivio fotografico del Rione, i manifesti riguardanti il Palio e altre manifestazioni italiane ed estere a cui hanno partecipato gli sbandieratori, i libri e gli altri testi di ricerca storica sui costumi e sulle tradizioni. Il Rione Giallo ha un ricco patrimonio di modelli e costumi, armi e armature che vengono indossate dalle comparse rionali in occasione delle varie manifestazioni alle quali partecipa il Rione. Ha una propria biblioteca, intitolata al poeta faentino Angelo Lapi, che raccoglie testi e documenti della storia rinascimentale. La sede del Rione Nero è all’interno di un’area cortilizia, dove si effettuano le attività rionali. Al piano superiore c’è un museo nel quale si conservano i ricchi costumi da sfilata e i pannelli ceramici a ricordo dei palii vinti dai cavalieri, eseguiti dai migliori maestri d’arte della ceramica faentina. La sede del Rione Rosso ospitava il Convento delle Suore Clarisse. All’interno, al piano terreno, sono i locali del circolo ricreativo; l’area cortilizia, con l’antica torre dove un tempo veniva essiccata la seta, divide i locali della cucina e della sala da pranzo. Caratteristiche sono le cantine, denominate baiocco: si sviluppano in tre navate, più una quarta denominata baiocchino. Nel periodo che precede il Palio si effettuano cene rinascimentali. I locali che occupano Rione Verde appartengono a uno dei nuclei architettonici più antichi di Faenza. Notizie storiche attestano che in quel luogo sorgeva un monastero benedettino risalente al 700 d.C., rimasto attivo fino alla soppressione napoleonica. Nel 2009 il complesso è stato ristrutturato ed è stata ricostruita l’ala mancante dell’antico chiostro, realizzando una struttura ricettiva polivalente. Il Niballo è una delle più antiche e conosciute giostre medioevali (risale al 1164) che si disputa, ogni anno, la quarta domenica di giugno allo stadio comunale Bruno Neri, a partire dalle 18. A sfidarsi sono i cavalieri dei cinque Rioni. La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio di 8 centimetri di diametro, posto all’estremità dei due bracci del Niballo. La corsa è preceduta da un corteo storico nel quale prendono parte oltre 400 figuranti in rappresentanza di tutti i Rioni e del Gruppo Municipale, che simboleggia la sesta entità del Palio del Niballo, riunendo in sé tutte le cariche che sovrintendono al regolare svolgimento della gara. Ai cavalieri più giovani, quelli che non hanno mai gareggiato per il Niballo, è dedicato il Torneo della Bigorda d’Oro (sempre il secondo sabato di giugno, mentre quest’anno è l’8 giugno). Il nome Bigorda deriva dall’antico termine provenzale beort, che significa armeggiare in torneo.

Francesco Fravolini

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