Biennale di Venezia, un segno nel nome dell’arte

biennale - veneziaLa Biennale di Venezia, vista da una barca, assume una dimensione in totale armonia con questa città, quasi fosse un capolavoro per certi versi anacronistico da vivere per i veneziani, mentre da turista non può che appagare l’occhio, la mente e lo spirito. E anche la Biennale è appagante quest’anno. Per la prima volta, dopo decenni, si sente la voglia di un ritorno ai valori appartenenti da sempre all’arte, disattesi dalla metà del secolo scorso, come la bellezza, il segno indelebile o, almeno, l’aspirazione a lasciar un segno a memento del nostro breve passaggio sulla terra. Il carattere che Massimiliano Gioni ha impresso alla sua Biennale, sottolinea la necessità che l’arte torni alle origini per riconciliarsi con la propria identità: arte come vita. È il messaggio che da anni contraddistingue anche ARTOUR-O il MUST – il MUSeo Temporaneo. L’arte è sempre stata presente nella vita quotidiana dell’uomo, a partire dai graffiti, nelle caverne sino ad arrivare ai mobili di Maggiolini o ai dipinti dei membri delle varie famiglie. E perché no, sovraporte, porte, camini, pavimenti, lumi, che convivevano accanto a palazzi, a chiese, ad affreschi e a tutto ciò che in qualche modo ha sempre accompagnato la vita di tutti i giorni. Torniamo alla Biennale che quest’anno ci accoglie con il battello dell’arte, ed è senz’altro interessante ascoltare le narrazione della guida che sa insaporire di aneddoti gustosi la visita della città, mentre il vaporetto ci conduce all’Arsenale o ai Giardini. Ma tutta la città è un fervore. All’isola di San Servolo con il lavoro Acquae  è presente quest’anno Oliviero Rainaldi, uno degli artisti più sensibili e attenti del nostro panorama, tanto da essere come i grandi del passato “a servizio” del Papa. Per visitare la mostra attenzione ai vaporetti che partono ai 10 e ai 50 dalle Zattere. Il Palazzo Enciclopedico è l’utopia dell’artista Marino Auriti  che sarebbe rimasta sconosciuta ai più, se il responsabile della 55. Esposizione Internazionale d’Arte, non l’avesse riportato agli onori del mondo, riprendendo il suo discorso per riproporlo in termini realizzabili ai Giardini e all’Arsenale. Visitando il palazzo ricorre il tema del terrore del futuro come quello dell’ambivalenza dono/schiavitù della tecnologia, con cui tanti artisti si sono confrontati declinandolo nelle loro poetiche. Come non citare, inoltre, la splendida mostra Glasstress, tra gli eventi collaterali ufficiali della Biennale, con cui Adriano Berengo ancora una volta stupisce e sorprende con tanti artisti notevoli, tra cui citerei Ron Arad con il suo lavoro “dipinto” con un diamante. Arte non più autoreferenziale che questa volta esce dagli angusti confini di un mondo sia a livello internazionale sia locale, in cui una certa critica l’aveva costretta e si riappropria di tutti gli altri mondi e spazi che comunque le appartengono, tornando appunto a vivere nella dimensione del quotidiano.

55. Esposizione Internazionale d’Arte

Il Palazzo Enciclopedico

1° giugno – 24 novembre 2013

Orario 10.00 -18.00

Chiuso il lunedì

Tiziana Leopizzi

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