Castiglione della Pescaia, La Badiola ospita le opere di Aviero Bargagli

aviero bargagliPercorsi d’arte e di cultura per rivalutare il territorio della Toscana. È possibile visitare, fino al 2 giugno 2013, Labyrinth. Il filo rosso della conoscenza e scoprire le Scatole della vita, le ultime due opere di Aviero Bargagli, alla Casa dell’Acquagiusta, presso la Tenuta La Badiola a Castiglione della Pescaia. Con l’esposizione delle opere di Aviero Bargagli, la prima di una serie di iniziative culturali, La Badiola, acquistata nel 2000 dalla famiglia Moretti, vuole tornare a essere parte integrante del territorio di cui rappresenta una porzione molto importante di storia, scegliendo momenti di grande intensità emotiva, grazie al perfetto connubio tra arte, storia, natura e vino. Che Vittorio Moretti, imprenditore della Franciacorta, voglia ricreare il legame tra La Badiola e il territorio è più che comprensibile se si pensa che la Tenuta La Badiola è stata la residenza estiva del Granduca di Toscana Leopoldo II, l’ultimo degli Asburgo-Lorena, affettuosamente chiamato Canapone dai maremmani per il colore dei suoi capelli, rappresentando una capitolo importante della storia della Maremma. Canapone è un personaggio adorato dai maremmani perché ha amato questa terra, fino al punto di salvarla dalla malaria e di ridarle vita e speranza. Tutto ciò è stato possibile con una imponente opera di bonifica che si estende da S. Rossore a Capalbio. Che siano state scelte proprio le opere di Aviero Bargagli, artista follonichese nato ad Arcidosso, per iniziare questo processo di reintegrazione assume un significato ancora più ampio. Le opere di Aviero Bargagli rappresentano il viaggio dell’uomo alla ricerca di sé e delle sue radici, come La Badiola è alla ricerca delle sue radici. Oltre alle opere in legno, che rappresentano la prima produzione di Aviero Bargagli, alla Casa dell’Acquagiusta sono esposti Labyrinth. Il filo rosso della conoscenza e le Scatole della vita. Nella mostra Layirinth. Il filo rosso della conoscenza, Aviero Bargagli usa la storia del labirinto, del Minotauro, di Teseo e del filo di Arianna come una metafora esistenziale legata al disagio delle persone nei confronti della diversità, senza dimenticare l’opportunità di conoscere meglio noi stessi. «Il Minotauro rappresenta l’essere differente  – afferma l’artista – e Teseo non si presenta come il suo carnefice, ma come colui che vuole comprenderlo, per conoscerlo e per conoscersi, e che desidera farsi una ragione sulle diversità». Le Scatole della vita sono contenitori di vita e di sogni, raccoglitori di emozioni e di sospiri che riportano lo spettatore ad avere un rapporto interattivo e dinamico con l’opera. Si tratta di eleganti scatole da aprire per scoprire i segreti e per partecipare con un atteggiamento di vera e propria interazione, lasciandosi coinvolgere da strani personaggi che raccontano la storia delle passioni e delle rivelazioni dell’uomo, il quale non ha paura di confrontarsi con se stesso. La mostra è curata dal critico e storico dell’arte Maurizio Vanni, con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia e la collaborazione della Fondazione Grosseto Cultura. Le opere di Aviero Bargagli hanno ricevuto numerosi premi e alcune fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche.

Luisa Rosini

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