Le Torri di Roma lungo la Salita del Grillo

Torri di Roma (notturna)Una delle passeggiate più singolari da svolgere nel Rione Monti è quella lungo la Salita del Grillo dove, una dietro l’altra, si ergono le più significative Torri di Roma. Tutte dominano sui Fori Imperiali a difesa di una parte di quella strada che, in epoca Medioevale, univa S. Pietro a S. Giovanni in Laterano: Via Papalis. La Torre delle Milizie è la più celebre perché fra tutte è quella che pende, in modo più evidente, poiché si collega a una delle immagini più evocative della storia di Roma: quella di Nerone che dalla sua sommità suonava la lira mentre la capitale dell’Impero bruciava. Ma le leggende sono, come al solito, mistificatorie e la torre è datata al XIII secolo dopo che la famiglia Conti, con papa Innocenzo III, raggiunse l’apice della sua influenza nell’ambito della corte papale. Parzialmente distrutta dal terremoto del 1348 essa domina, ancora oggi, come una silente sentinella sulla valle sottostante ancora memore della sua passata gloria. Discendendo lungo la Salita del Grillo, aperta al meraviglioso scenario dei Mercati Traianei, arriviamo alla Torre del Grillo sormontata dalla scritta Ex Marchione de Grillis. La famiglia è ben nota per il film di Mario Monicelli, Il Marchese del Grillo, dove il Marchese Onofrio impersonato da Alberto Sordi, è ritratto come un uomo di gusto e di sensibilità discutibili, tanto da lapidare gli ebrei mendicanti dall’alto del suo porticato. A tal proposito si narra che, esortato dal papa ad avere un comportamento più pio nei confronti degli ebrei, il Marchese rispondesse: «Ma so’ giudij e io quanno li vedo passa’, nun posso fa a meno de tiraje quarche cosa». Alla fine promise a Pio VII che al posto delle pietre avrebbe tirato loro dei frutti, ossia delle pigne. Lasciata la Torre del Grillo imbocchiamo via Tor dei Conti dove la presenza delle rovine imperiali e di quanto resta della Suburra, antico quartiere residenziale romano, prevalgono al di sopra dello scenario circostante. Alzando lo sguardo ecco emergere l’imponente Torre dei Conti, le cui origini si fanno risalire al pontificato di Niccolò I intorno all’869. Nel XIII secolo passò alla famiglia dei Conti e, come la Torre delle Milizie, divenne un baluardo inespugnabile del ricco e potente casato. A distruggerla, però, pensò il terremoto del 1348 che la decapitò in modo definitivo. Oggi la Torre dei Conti giace puntellata, quasi anonima e decadente in fondo a via Cavour, fra gli sguardi dei passanti e dei turisti preoccupati dalle profonde crepe che, come ferite dolenti, aspettano qualcuno che se ne prenda finalmente cura.
Francesca Maria Pedullà

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