Festa di Primavera sulle colline romagnole

Festa di PrimaveraLa primavera è la stagione che fa da spartiacque tra il freddo rigido dell’inverno e il caldo intenso dell’estate. È bello vivere quell’atmosfera rilassata grazie alle temperature miti della stagione dopo le rigidità atmosferiche subite durante l’inverno. La primavera è anche un momento nel quale la natura registra un ampio risveglio. Il periodo è leggermente posticipato rispetto alle antiche origini, riproponendo una tradizione popolare più che centenaria (nel 1891 un gruppo di artigiani del paese decise di organizzare la Festa di Mezzaquaresima, detta della Segavecchia), ma Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, vuole celebrare la Festa di Primavera. L’evento è fissato giovedì 25 aprile 2013 per le strade e per le piazze del centro storico del paese, con il momento clou della sfilata dei carri di pensiero nel pomeriggio. La Festa di Primavera continua sabato 27 aprile quando si svolge la suggestiva e coinvolgente Notte di Primavera, sfilata notturna dei carri di pensiero che si arricchirà di giochi di luce e di musiche legate ai temi e alle allegorie rappresentate dai carri. Pur avendo cambiato il nome e la data, la Festa di Primavera celebrata a Casola Valsenio conserva i caratteri tradizionali. Sfila ancora, preceduto dalla banda del paese, il carro della Vecchia, processata e bruciata, e sfilano ancora i carri di pensiero, ogni anno ricchi di forme nuove, di allegorie sempre più raffinate, di costumi e di colori più ricercati, senza tralasciare le dimensioni sempre più imponenti (alti fino a sei metri, accolgono anche venti figuranti). Nella Festa di Primavera i figuranti restano immobili in forme plastiche per tutto il tempo della sfilata realizzando quadri viventi, una sorta di pagina tridimensionale di letteratura popolare. È un linguaggio da conoscere e da tramandare alle nuove generazioni poiché conserva una straordinaria forza di comunicazione e di impatto emotivo dovuta all’originalità delle idee, alla ricercatezza dei costumi e dei colori, senza dimenticare l’imponenza e l’arditezza delle forme. I costruttori dei carri lavorano gratuitamente per più di un mese in cambio di un premio simbolico e dell’applauso della folla. C’è una forte soddisfazione nell’affermazione dell’idea che esprimono con il carro. La Festa di Mezzaquaresima era una festa di origine pagana voluta appositamente per interrompere il grigiore della Quaresima con un giorno di carnevale. C’erano la sfilata del carro della Vecchia (rappresentata da un enorme e grottesco mascherone) e il corteo di carri accompagnati dal lancio di confetti e di aranci. La Vecchia, nella tradizione romagnola, era vista come la colpevole di tutti i mali della stagione agricola passatae, per questa colpa, veniva segata oppure, come succedeva a Casola, bruciata in piazza tra canti, urla e balli. Il rogo rappresentava la purificazione e il buon auspicio della nuova stagione appena entrata.

Francesco Fravolini

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