Roma, la storia della Chiesa è nella Cappella di S. Silvestro

Cappella di S. SilvestroLa chiesa dei SS. Quattro Coronati è stata costruita sull’ultima parte della Via Papalis, che nell’antichità corrispondeva al tratto iniziale della via Tuscolana e approdava al Laterano. È qui che si nasconde la Cappella di S. Silvestro, nelle cui pareti si snoda la storia dell’imperatore Costantino e del papa Silvestro, dove si narra la celeberrima Constitutum Constantini. Per accedere alla Cappella di S. Silvestro, inestimabile gioiello, è necessario attraversare l’alto campanile turrito, percorrere due lunghi cortili e al termine del secondo entrare nel portone del convento delle Monache Agostiniane, la cui comunità monastica vive qui dal 1564. Se avete ancora qualche minuto di pazienza, dalla caratteristica ruota alla vostra sinistra, una monaca vi darà la chiave dell’Oratorio, non certo senza ricevere in cambio l’obolo di rito. L’ambiente della Cappella di S. Silvestro è a pianta rettangolare sormontato da una volta a botte e sulle pareti si sviluppa un fregio continuo istoriato, con il falso storico più famoso nell’ambito della tradizione medioevale: la Donazione di Costantino. Proviamo a capirne qualcosa seguendo le vicende narrate dagli affreschi. Partendo dalla controfacciata si susseguono, da destra a sinistra, una serie di riquadri che illustrano: Costantino colpito dalla lebbra in procinto di preparare un bagno con il sangue degli innocenti; il sogno di Costantino e l’apparizione di Pietro e di Paolo che spingono l’imperatore a raggiungere papa Silvestro presso il monte Soratte per trovare la salvezza; il papa di ritorno a Roma con le icone di Pietro e Paolo; il battesimo per immersione di Costantino e la sua guarigione; l’Imperatore in piedi nell’atto di donare la tiara al papa; l’entrata di Silvestro a Roma con gli attributi imperiali e condotto da Costantino a piedi; la contesa fra il rabbino e Silvestro ed il miracolo del toro; s. Elena e la leggenda del ritrovamento della vera Croce; Silvestro uccide il Drago che si nascondeva in una grotta sotto il Foro Romano. Le due scene più importanti sono quelle relative alla consegna, da parte di Costantino, delle insegne imperiali a Silvestro e della proskynesis (inginocchiamento) imperiale al cospetto del papa. Ciò allude a un atto di vassallaggio e di sottomissione del potere imperiale al potere spirituale, al quale si aggiunge la donazione del Laterano come territorio sul quale il papa avrebbe dato avvio al suo potere temporale. Cui prodest? La Cappella di S. Silvestro fu realizzata fra il 1244 e il 1246, dopo la scomunica di Federico II di Svevia da parte di papa Innocenzo IV (1241) ad ammonimento a quanti in futuro si fossero ribellati al volere del pontefice. Gli affreschi, attraverso la storia di Costantino e Silvestro, erano a testimonianza della superiorità del potere papale su quello imperiale, mentre la loro stesura continuò ad esercitare una forma di ritorsione per quanti, nei secoli a venire, si sarebbero ribellati alle decisioni della Chiesa di Roma. La Donazione di Costantino non è un documento autentico, come già dimostrato nel XV secolo dall’umanista Lorenzo Valla, ma un falso creato per interpolazione da un bibliotecario di S. Maria in Trastevere, al fine di legittimare e giustificare ogni pretesa di potere del papa sopra il neonato Sacro Romano Impero. Dunque per secoli, anche dopo il XV secolo, la Chiesa ha colpito, destituito e punito i sovrani di tutto il mondo appellandosi a una mera mistificazione.

Francesca Maria Pedullà

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